Il senso della vita. A volte può trovarsi in un libro
Editoria Religiosa e Crisi Economica/A colloquio con la responsabile della Libreria “Paoline” di Lecce.
Secondo autorevoli opinioni nel settore, il libro è da considerarsi come un fenomeno in buona parte statico ed è chiaro che risulti un po’ penalizzato, in un’epoca in cui sono diffusi strumenti come il tablet, lo smartphone, che possono essere collegati col mondo, propinare giochi o permettere immediatamente contatti con gli altri. Sui mezzi pubblici, ad esempio, dove fino a pochi anni fa si leggevano giornali low cost o scritti, adesso si è prevalentemente concentrati ad ascoltare musica o smanettare con il telefonino per compiere moltissime altre operazioni, dalla comunicazione al divertimento: è indubbiamente una competizione che costringe a produrre volumi interessanti, nuovi e moderni che siano in grado di catturare l’attenzione ora e in futuro. La crisi economica incide sensibilmente sulla vendita dei libri, che, come la cultura in genere, non sono considerati un bene di prima necessità. L’attuale contingenza è espressa in questi termini dalla Libreria Paoline di Lecce: “Siamo dell’avviso che bisognerebbe incentivare il gusto per la lettura già nelle scuole”. L’Italia arranca in quanto ha una percentuale di analfabetismo funzionale pari al 47%: significa che la capacità di concentrazione degli italiani su un testo è minore rispetto a quella degli altri paesi. Lo spazio per la lettura di libri o calepini è variato e ristretto, anche se quello di lettura in generale è in aumento: si legge e scrive molto di più rispetto al passato, senza necessariamente spulciare libri. “Considerando che cresce il mercato degli ebook, esso rispetto a quello del libro tradizionale è in realtà parallelo più che in concorrenza, visto che i primi sono utilizzati specialmente nel campo della manualistica o al massimo dai lettori molto assidui”. Le librerie sperimentano nuovi format offrendo nelle loro sedi anche cibo o allestendo store online o prevedendo la lettura di pagine pixel. Secondo le Figlie di S. Paolo “sono formule alle quali si sta ricorrendo per attrarre un pubblico più vasto e venire incontro alle nuove esigenze”.
Per loro l’importante è che il cuore dell’attività rimanga l’offerta culturale e la diffusione del libro. I testi di buona qualità si vendono meglio. La gente, infatti, vuole leggerne di spessore e la sfida per gli editori è di divulgare volumi belli, interessanti, che rispondano alle sue esigenze di utenza, vera o potenziale. Gli editori hanno questa responsabilità: offrire libri al prezzo migliore possibile e di pregevole concetto per fare in modo che le emozioni di chiunque possano essere soddisfatte. Poi, se si vuole fare un discorso più dettagliato, il fatto che gli italiani leggano al 43% almeno un libro all’anno, mentre il 13% ne legge uno al mese, è un dato sconfortante per la Nazione. Se si vuole vincere la sfida al globale è necessario essere più preparati e sapere di più; e tale obiettivo si persegue anche leggendo sovente, ma non fossilizzandosi sul mito del testo cartaceo, stampato, oggi degnamente soppiantato anche dal libro digitale, idoneo a sortire il medesimo scopo. L’importante è che la gente trovi modo di soddisfare la propria necessità di scambiarsi suggestioni o conoscenze e in questo campo l’editoria e i suoi addetti sono ancora indispensabili. “Per quanto concerne il nostro segmento editoriale – sostengono le Paoline – il libro low cost è ancora richiesto, a patto ovviamente che il contenuto sia ponderoso. Inoltre, una possibilità per le librerie è lavorare sulla relazione col territorio anche se non è sempre molto semplice farlo. La nostra esperienza ci dice che ogni volta che un libro viene presentato in tv, la richiesta aumenta. I saloni e le Fiere non nuociono, perchè promuovono i libri, mentre Amazon certamente offre un servizio parallelo alle librerie”. Tuttavia il libraio, per antonomasia, è il primo e migliore promotore dello scritto, il suo ‘medium’ con il lettore “anche se dipende molto dal servizio che il cliente richiede – conclude la libreria suddetta – perché c’è chi viene e gira liberamente tra gli scaffali e chi, invece richiede ausilio e consulenza”.
Abbiamo chiesto, in particolare, a Suor Lucia delle Figlie di S. Paolo, ulteriori informazioni in merito al nesso tra crisi religiosa e consumo di letteratura religiosa.
Non crediamo che ci sia una flessione religiosa in atto, anzi ci pare che le persone siano in cerca del significato del vivere, ma che internet e la tv siano mezzi di più facile fruibilità rispetto alla lettura. Comunque è proprio la ricerca del senso dell’esistenza, che spinge cristiani e non ad approfondire i temi di spiritualità e riflessione. La produzione di libri religiosi occupa stabilmente, da diversi anni, il 6,5% del totale dei libri stampati e vede progressivamente crescere l’interesse degli editori laici che assorbono il 27% del settore (pari a 1.616 titoli) e i cui orientamenti si dirigono prevalentemente verso l’area riflessiva (religioni e storia in particolare) ed anche temi di pastorale e spiritualità.
Qual è il profilo precipuo del lettore di questo segmento editoriale?
Per quanto riguarda la nostra libreria sono speciosamente laici impegnati nelle parrocchie e nelle strutture sociali, ma anche casalinghe e persone in genere alla ricerca di letture edificanti.
Le librerie religiose provano ad ampliare i servizi dando spazio all’editoria di varia? Perché?
Noi abbiamo in libreria anche testi di varia, ma cercando di fare una selezione, che sia in linea con il nostro apostolato. Lo facciamo per venire incontro alle esigenze dei nostri clienti.
PAPA FRANCESCO AIUTA IL SETTORE
Nella crisi generale che investe il mercato librario italiano (-14,7% nell’ultimo triennio), va male pure l’editoria religiosa, che perde solo un po’ meno di quella laica (-12,5%), probabilmente anche grazie al grande successo dei libri “di” e su papa Francesco. Dall’Osservatorio sull’editoria religiosa emerge che tale mercato in Italia ha perso 212 milioni di euro in tre anni, con un decremento del 14,7%.
Le librerie online si assestano al 12% delle vendite (al netto di Amazon) e gli e-book interessano almeno un milione di lettori. Il libro religioso vale circa 78 milioni di euro, pari al 9% del mercato generale. I titoli di questo settore pubblicati nel 2013 sono stati 5.798, con un più 8% negli ultimi quattro anni. Anche il prezzo gioca un ruolo decisivo: il libro religioso costa, in media, il 19% in meno rispetto a quello di varia, all’interno di un trend costantemente in decremento e stabilmente deflattivo.
Pagine a cura di Sonia Marulli


















