Il Sepolcro di Lazzaro e il Sepolcro di Gesù
Anche a Pasqua Gesù si trasfigura. La risurrezione del Signore può essere vista come metamorfosi, infatti con essa Gesù cambiò il suo modo si essere, cambiò la forma ma non la sostanza. Metamorfosi per grazia partecipata a tutti in credenti e proclamata dalla liturgia con queste parole del prefazio: “la vita, Signore, non ci è tolta ma trasformata”. Osserviamo quel che accadde presso il sepolcro di Lazzaro e quel che avvenne presso il sepolcro di Gesù. Presso la tomba di Lazzaro tutto avvenne in modo spettacolare: erano molte le persone presenti, alcune delle quali si prestarono a rimuovere la grande pietra che chiudeva l’ingresso e una volta di fronte al cadavere tutti videro la gestualità di Gesù e sentirono la voce di Gesù e dopo videro Lazzaro muoversi e uscire dalla tomba e riprendere le precedenti abitudini. Presso il sepolcro di Gesù tutto si compie in solitudine e nel silenzio: quel mattino le donne giunsero al sepolcro di Gesù di buon’ora per pregare, piangere e adempiere al rito della imbalsamazione.
Furono sorprese quando si accorsero che la pietra che chiudeva l’ingresso alla tomba era stata rimossa e nel constatare che la tomba era vuota. Chi ha rimosso la grande macina di pietra? Chi e perché ha rubato il corpo del Signore? Mentre sconvolte si avviano a far ritorno a casa ecco una presenza strana e anonima. Quando questa persona ha fatto sentire la sua voce chiamando la donna per nome Maria, lei esclama: Rabbuni! (Maestro!). Ancora una trasfigurazione. Considerazioni conclusive: Lazzaro tornò a vivere come prima, ma poi morì. Gesù tornò a vivere, ma in modo diverso da prima. Nessuno dei discepoli riconobbe il Risorto ma fu lui che si fece riconoscere dalle donne e dai discepoli, anche dal discepolo Tommaso che toccò con mano il Risorto. Eppure il Risorto attraversò le porte che erano chiuse. Il Risorto assunse forme originali come quella di uno sconosciuto sulla strada che conduceva verso Emmaus dove si fermarono e qui si fece riconoscere nello spezzare il pane. Il Risorto continua ad essere tra noi in forma anonima facendosi riconoscere nello spezzare il pane con i poveri.
Antonio Febbraro
















