Pubblicato in: Ven, Ott 30th, 2015

“IO SONO SANTO, SIATE SANTI”

Celebrare all’inizio del mese di novembre la solennità di Tutti i Santi e la commemorazione dei Fedeli Defunti è un profondo bisogno della comunità cristiana che non può essere oscurato da fiabesche consuetudini d’importazione, tipiche della cultura consumistica prevalente nell’Occidente relativista. 

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HALLOWEEN E LE RAGIONI DEL MERCATO EDONISTICO 

CELEBRARE LA VITA CONTRO IL CULTO DELLA MORTE 

Il nuovo documento della Conferenza Episco­pale dell’Emilia Romagna lancia l’allarme sulle derive spiritualistiche. Nel mirino le religioni ‘fai da te’: New Age esoterismo e non ultimo Halloween, considerata l’anti­camera per l’ingresso nelle sette. Il documento è un libretto di un centinaio di pagine, che ha avuto “una gestazione molto seria e approfondi­menti scientifici”, per mettere in guardia soprat­tutto le parrocchie. Fra i fenomeni che spaven­tano di più, però, c’è la diffusione della festa di Halloween, considerata “una festa importante per i satanisti”, che “Il cristiano non può accet­tare perché legata strettamente ad atteggiamenti superstiziosi ed è contraria all’autentica voca­zione cristiana”. Durissima la nota dei vescovi emiliano romagnoli su Halloween; festa nordica importata da noi per ragioni fondamentalmente di consumismo edonistico: una festa basata su superstizioni che possono introdurre a percorsi esoterici pericolosissimi, fino al satanismo. In mezzo a questo consumismo esoterico, spic­cano i tentacoli delle superstizioni, la piovra dei cartomanti, della magia e di tutte le forme di divinazione e anticipazione del futuro, cui molti si abbandonano, spesso in modo miraco­listico, al punto di diventare vittime di imbrogli e raggiri, nonché di dipendenze psicologiche e malesseri fisici. In altre parole Halloween non è una carnevalata allegra e innocua, che non lascia traccia, è invece, assecondare una festa che fa dello spiritismo e del senso del macabro il suo centro ispiratore. Tale festa non ha nulla a che vedere con la visione cristiana della vita e della morte; e il fatto che si tenga in prossimità delle feste dei Santi e del suffragio ai defunti rischia sul piano educativo di snaturarne il mes­saggio spirituale, religioso, umano e sociale che questi momenti forti della fede cristiana portano con sé”. Basta guardarsi intorno: da giorni nelle vetrine è un tripudio di zucche, streghe diavoli e mostri, si organizzano cene di Halloween, feste per bambini, zombie perfino negli oratori! Il diffondersi di Halloween mostra che le nostre comunità hanno spesso perduto il senso della festa e anche l’occasione di far festa intorno agli eventi della vita di Gesù e dei santi. Occor­re riscoprire la gioia della fede.

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Perché questo possa accadere è necessario che la fede torni ad essere un’esperienza viva, consapevole, capace di dare forma alla vita. Per queste ragioni, la comunità cristiana ha il dovere di farsi presente là dove sono le persone, dove vanno i giovani, con proprie proposte precise e coerenti. Bisogna contrapporre qualcosa di diverso. Un’alternati­va vera”. La Festa dei Santi è una festa di gioia e di luce. Quella dei morti è una giornata di me­stizia serena, consapevole che non tutto finisce, ma che c’è una vita oltre la vita. Le nostre co­munità sono chiamate a celebrare questi giorni con particolare attenzione e profondità. Il rime­dio per il documento episcopale è “riprendere un coraggioso annuncio” giacché “le sette sono penetrate per un deficit del primo annuncio”, “testimoniare la vita di fede”, “conoscere la Bibbia”, “riproporre i fondamenti della fede cri­stiana”, “proporre catechesi permanenti” poiché questo “è il pane di cui i cristiani non possono fare a meno”, “vivere la liturgia come esperien­za d’incontro con il Cristo vivente”, “educare alla lectio divina”, “formare comunità cristiane vive e fraterne”, “valorizzare la parrocchia”. Rispondiamo al culto della morte con la cele­brazione della vita di coloro che hanno donato la loro esistenza a Dio. Per questo non pos­siamo stare con le mani in mano, ritroviamoci a pregare la notte del 31 ottobre adorando il Signore che è vivo in mezzo a noi. Organiz­ziamo incontri di preghiera, bambini, vestiti da santi, cene condivise, ed ancora vi invito ad appendere sulle porte ed alle finestre delle case, dei negozi, delle parrocchie, delle scuole, degli ospedali delle grandi immagini di Santi, in modo da tappezzare le nostre città di questi ma­gnifici volti, di persone come noi, ma che hanno illuminato le nostre strade. Nella notte dedicata all’horror, insomma, ci saranno anche loro: i Santi. Lasciamo agli altri festeggiare le zucche vuote. Noi cristiani usiamo la testa! 

Antonio Murrone 

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