La Caritas: Ricominciamo dai bambini
IL PARROCO DI VERNOLE…
DON ELIO: UNA FIAMMELLA MEGLIO DELL’OSCURITÀ
Come è cambiato il territorio di Vernole in questo periodo di difficoltà generale?
In un piccolo centro, come il nostro, i cambiamenti, anche piccoli, si notano e sono sintomatici. Ci sono alcune attività costrette a chiudere o a ridimensionarsi e nuove attività gestite da giovani che fanno fatica a guadagnare un proprio spazio. Vernole, alcuni decenni fa, era noto come un centro vivace, fornito di servizi e infrastrutture e di persone dotate di spirito di iniziativa. Col passare degli anni, venendo meno un certo spirito e la necessaria continuità, si è perduto, per così dire, lo smalto e con esso alcune peculiarità del territorio comunale.
Da un punto di vista economico?
La crisi economica, da questo punto di vista non ha fatto altro che acuire problemi già aperti. Le risposte che si attendevano dal mondo politico, sul piano del sostegno e dell’incentivazione di iniziative imprenditoriali e di lavoro, non sono arrivate. Al contrario, le amministrazioni che si sono succedute si sono scontrate e si scontrano con le conseguenze di una crisi economica, (debiti accumulati e tagli alla spesa) che condizionano in modo significativo la libertà di decisione e d’azione degli amministratori. Se alcuni gruppi e associazioni restano attive e propositive, si scontrano anch’esse con le restrizioni che della crisi sono naturale conseguenza.
Da un punto di vista sociale?
Sul piano sociale difficile e seria è la situazione che deriva dalla mancanza di spazi e mo menti aggregativi che, offrano ai giovani un’alternativa al dolce far niente. È risaputo infatti che la valorizzazione del tempo è, sotto tanti aspetti, la chiave per crescere in umanità, mentre un tempo vuoto genera persone vuote, incapaci di comprendere la bellezza e la gratuità di ciò che davvero è significativo, umanamente e cristianamente. Sul piano delle relazioni familiari e dei progetti di vita la precarietà incide creando insicurezze e difficoltà nel guardare al futuro, come del resto accade in tanti centri su tutto il territorio nazionale. Illusoria e dai risvolti molto negativi è la decisione del precedente Governo centrale, di incentivare con sgravi fiscali le sale da gioco, le lotterie e giochi di vario genere, poiché mentre non offrono soluzioni, creano problemi di enorme entità, nel tessuto familiare e sociale.
Problemi questi, legati alla dipendenza patologica dal gioco d’azzardo, fenomeno molto più diffuso di quanto si pensi. L’altra faccia della medaglia mostra un diffuso desiderio di uscire da una situazione di stallo, con spunti, iniziative e impegno che partono dal basso. Come riflesso di un senso profondo di appartenenza, come consapevolezza che la ricerca di soluzioni nasce da tentativi che mettano insieme passione e intelligenza nel leggere la realtà. Come voglia di lanciare e lasciare segnali positivi in un contesto spesso esasperato ed esasperante, o forse perché, come ricorda don Tonino Bello, accendere un fiammifero vale infinitamente di più che maledire l’oscurità.
Pagine a cura di Chiara Luna Candido
















