La competizione nella scuola fra precari storici e giovani laureati
Povero Ministro Profumo! Ora sta verificando personalmente quanto sia difficile il mestiere di Ministro della scuola! Potrà verificare, in particolare, quanto può influire la competenza tecnica, quando si è chiamati a far delle scelte che non si limitano ad incidere sull’organizzazione della scuola, ma hanno effetti sull’organizzazione sociale.
E’ giusto che un insegnante precario, magari con famiglia a carico, dopo aver conseguito, da oltre dieci anni, anche più d’un’abilitazione all’insegnamento, ed essere riuscito ad inserirsi nelle graduatorie provinciali ad esaurimento, debba ora sottoporsi ad una fortunosa pre-selezione d’indole logico-deduttiva, ed alle prove scritta ed orale d’un nuovo impegnativo concorso, per poter entrare finalmente in ruolo ?
A questa domanda se ne associano altre di questo genere: è giusto che, dopo aver conseguito una laurea magistrale già nel 2008, un giovane dottore non abbia mai potuto insegnare neppure da supplente, perché da quell’ anno non sono stati più banditi né concorsi, né corsi per conseguire l’abilitazione all’insegnamento ?
Da rinomato cattedratico d’ateneo in elettrotecnica di potenza, il buon Ministro Profumo constaterà se la sua competenza di ministro tecnico potrà essergli utile alla soluzione del problema rappresentato dalle due domande, più di quanto la professionalità di ministro politico sia stata utile a Fioroni ed alla Gelmini per risolvere il busillis proposto dalle due medesime domande.
Vero è che le due domande provenienti da tutt’altro che ipotetici aspiranti docenti di ruolo compongono un problema sociologico, oltre che di efficienza professionale.
Il prof. Profumo non intende rinunciare al giusto proposito di far salire sulle cattedre delle scuola insegnanti molto motivati, quali possono essere i giovani laureati da poco, dai quali parrebbe giusto attendersi che posseggano maggior freschezza d’ingegno, anche didattico. Per questa ragione, il Ministro bandirà subito concorsi abbastanza selettivi, che potrebbero intimidire coloro che hanno lasciato le aule accademiche qualche decennio, più che i venticinquenni coronati di fresco alloro.
La sapienza del Ministro, però, non dovrebbe consentirgli di sottovalutare le attese dei meno giovani abilitati, se non altro per dimostrar loro la gratitudine che è dovuta a coloro che da qualche decennio, e forse da più tempo ancora, vanno in giro per le scuole della province, come i trovadori nelle ospitali corti della Provenza.
Sarebbe bello che il Ministro, come ha promesso, riuscisse ad esaurire finalmente le graduatorie provinciali attraverso la via dei concorsi, purché la relativa tabella di valutazione dia il doveroso riconoscimento al servizio prestato dai precari storici.
Fabio Scrimitore
Dirigente scolastico Liceo Ginnasio “Giovanni Paolo II”















