Pubblicato in: Sab, Ott 20th, 2012

La Cultura della Donazione…Se Trapianto vuol dire Vita anche a Lecce

Dott. Neglia, da sempre l’ “emergenza organi” si scon­tra con ragioni filosofiche, an­cestrali ed etiche che spingo­no al rifiuto di donare. Molto spesso la giustificazione è correlata all’ignoranza (nel senso più nobile del termine) di quanto l’espianto compor­ti. Potrebbe sinteticamente spiegarci come si giunge ad un trapianto di organi?  

Per essere nelle condizioni di donare è necessario che il decesso avvenga in un centro di rianimazio­ne. La maggior parte dei prelievi di organi, infatti, viene effettuata in stato di morte cerebrale. In questo caso, per evitare che si interrompa la circolazione del sangue e scatti la necrosi (morte cellulare e, quin­di, morte degli organi), il donatore viene tenuto sotto supporto funzio­nale fino al prelievo degli organi da trapiantare. In questo frangente di tempo, una commissione composta da un rianimatore, un neurologo e un medico legale, effettua una serie di accertamenti per attesta­re l’assenza di attività elettrica nel tronco encefalico. Solo dopo l’accertamento di morte cerebrale, si procede al prelievo dell’organo e successivamente al trapianto. 

L’Aido e il Ministero della Salute offrono indubbiamente un impegno continuo sul piano dell’informazione sanitaria. Appena una settimana fa, i volontari Aido sono stati presenti nelle piazze italiane per la giornata d’infor­mazione nazionale; lo scorso anno l’Associazione, insieme al coordina­mento trapianti, è stata presente in quasi tutte le scuole superiori della provincia di Lecce per informare sull’importanza del donare gli organi. Vi è, dunque, un’intensa attività di sensibilizzazione in tal senso, ma qual è ad oggi la risposta della comunità leccese?  

Purtroppo, negli ultimi due anni, siamo entrati in un trend decisamente negativo. Contestualmente risulta che anchela Fratres,la Fidas, l’Avis e tutte le altre Associazioni dei donatori di sangue sono in uno stato che potremmo definire di assoluta crisi. Sembra che all’improvviso l’opinione pubblica abbia smesso di essere interessata a donare. C’è un calo di attenzione verso il prossimo e ci si concentra su se stessi. Dal mio punto di vista, potrebbe anche trattarsi di una logi­ca conseguenza della crisi generale che ha condotto ad una crisi di valori.

All’interno della provincia di Lecce abbiamo tre centri di trapiantologia. Nell’arco temporale compreso tra il 1 gennaio e il 15 ottobre 2012, il centro presente a Lecce ha effettuato tre prelievi con successivo trapianto: nello specifico uno ri­guardava il fegato e le cornee, uno i reni e le cornee, l’ultimo trapianto invece ha coinvolto fegato, reni, cuore e cornee. Il centro di Ca­sarano ha effettuato tre accertamenti di morte cerebrale a cui sono seguiti, però, tre rifiuti di donazione. Il centro di Scorrano, invece, non ha registrato prelievi, ma bisogna evidenzia­re che si tratta di un centro nato nel 2012. Insomma, un bilancio di sole tre donazioni su un bacino d’utenza di 650 mila persone, non può che deludere le aspettative di chi è in situazioni di bisogno. L’Aido agisce sulla pro­vincia di Lecce sin dal 1986, ma attualmente i risultati sono deficitari rispetto al passato. E questa è una situazione che coinvolge tuttala Puglia. 

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