Pubblicato in: Sab, Ott 20th, 2012

La Cultura della Donazione…Se Trapianto vuol dire Vita anche a Lecce

Qual è la situazione pugliese a con­fronto con le altre regioni italiane?  

Il nostro deficit in questo senso appare ancora più preoccupante se messo a confron­to con regioni qualila Toscana(da tempo in cima alla classifica di donazione degli organi), l’Emilia Romagna,la Lombardiae il Piemonte. Si pensi che, ad esempio,la Toscanaviaggia intorno a 40 donazioni per milione di abitanti. Quello che molti non sanno è che 40 è il numero corrispondente alla media di accertamenti di morte cerebra­le che avvengono nel reparto rianimazione. Di conseguenza, possiamo affermare chela Toscanaè vicina al 100%. Tuttavia, bisogna dire che fino a qualche tempo fala Pugliaera capofila per l’Italia meridionale e questo ci rendeva molto orgogliosi, ma negli ultimi due anni ha subìto uno stop significativo. 

Secondo molti, il muro più difficile da superare sono i parenti dei deceduti. Conferma questa analisi?  

Il problema sorge nel momento in cui l’indivi­duo non è iscritto al Sit (Sistema Informativo Trapianti) oppure al SIA (sistema informatico dell’Aido) e per procedere al prelievo degli organi è necessario ottenere l’assenso dai famigliari. Ultimamente, a Lecce quanto nel resto della Regione, sono aumentati le opposizioni alla donazione degli organi. C’è una chiusura nel dare, dovuta si ad una non completa informazione sull’argomento, ma anche – a mio parere – ad una reazione psico­logica legata al rifiuto dell’evento morte; è da considerare, infatti, che nella maggior parte dei casi si tratta di eventi del tutto inaspettati che coinvolgono per lo più ragazzi di giovane età. La reazione a questo è spesso una rea­zione viscerale, non razionale e, dunque, non si ha la lucidità di capire che quel cadavere potrebbe cambiare o addirittura dare la vita a un certo numero di persone. Ecco perché esprimere in vita la volontà a donare costitui­sce un grandissimo regalo ai parenti perché li alleggerisce dal dover prendere una decisione in un momento tragico durante il quale sono debilitati sia dal punto di vista fisico che psicologico. 

 

I numeri in Puglia  

Secondo quanto riportato nella Carta dei Servizi del Centro Regionale Trapianti della Puglia – Anno 2012, lo scorso anno in tutta la regione ci sono stati ben 114 decessi con accertamento neurologico ma soli 53 dona­tori di cui 46 effettivamente utilizzati. Nello specifico si contano 5 trapianti di cuore (precisamente la metà confronto ai due anni precedenti), 24 di fegato, 52 trapianti di rene da donatore cadavere (di cui 43 avvenuti a Bari,9 aLecce) e 7 trapianti di rene da donatore vivente (effettuati tutti a Bari). L’istantanea scattata dal Ministero della Salute, poi, evidenzia un trend negativo an­che in relazione ai primi mesi del 2012: su appena 12 donatori effettivi, sono stati ese­guiti solo un quarto dei trapianti dello scorso anno. Mentre nel resto d’Italia aumentano le dichiarazioni spontanee di volontà, in Puglia ad essere in netto aumento sono i denieghi alla donazione degli organi.

Serena Carbone

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