Pubblicato in: Ven, Mar 20th, 2015

LA NOSTRA PREGHIERA PER VOI CHE SARETE SERVI DELL’AMORE

VERSO IL SACERDOZIO/1

“LA TUA VITA SIA DEGNA DEL SERVIZIO ALLA MENSA DEL SIGNORE” 

È mistero e dono grande quello che, per le mani del nostro Vesco­vo, ho ricevuto insieme ad altri venti miei compagni nel pome­riggio della scorsa IV Domenica di Quaresima! Il cuore delle Chiese di Puglia, ben rappresentate nella variopinta assemblea della Cappella Maggiore del Pontificio Seminario Regionale di Molfetta, palpitava di gioia nel vedere il nostro cammino arricchirsi di nuovi doni con i quali il Signore ha voluto rafforzarci nella fede e nella sequela. Essere servi della Parola e dell’Eucarestia è servire nella logica del Vangelo, scegliendo come categoria preferenziale i poveri e gli ultimi.

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Non nascondo la forte emozione nel ricevere tra le mani il “vassoio con il pane” per la Celebrazione dell’Eucarestia e nell’ascoltare le parole del rito dell’istituzione: “… e la tua vita sia degna del servizio alla mensa del Signore…”. Continuo a chiedere al Signore di rendermi meno indegno di ricevere la sua sovrabbondante Grazia e a ringraziarlo perché nonostante la mia fragilità continua a fidarsi e a scegliermi. Il cammino di sequela altro non è se non una storia d’amore. Mi piace pensare al ministero rice­vuto con l’immagine consegnataci lo scorso anno dal Vescovo nel ritiro in preparazione al Lettorato: ricevere questi doni nella nostra storia d’amore col Signore è ricevere quei baci che manifestano il suo fedele Amore per noi! E noi, giovani discepoli, di questi baci ne abbiamo bisogno!

Gianmarco Errico 

VERSO IL SACERDOZIO//2

“UN DONO CHE NON POSSO TENERE PER ME. DEVE ARRIVARE AI FRATELLI” 

“Ricevi il vassoio con il pane per la celebrazione dell’Eu­carestia e la tua vita sia degna della mensa del Signore e della Chiesa”. Sono queste le parole che in modo forte ho sentito dentro di me nella giornata di domenica scor­sa ma che hanno accompagnato i giorni di preparazione al ministero dell’accolitato. È lo stupore ciò che accompagna questi giorni insieme a tanta trepidazione, perché Dio nella sua grandezza si fida e viene a trovare casa in un’umile sua creatura e fa di questa creatura un suo servo. È un dono quello che Dio mi fa che non posso tenere per me. Mi fa dono di se perché lo possa portare ai fratelli; è “portare Cristo a Cristo”, perché è anche nei fratelli che è presente Lui.

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Dio si serve delle mie mani; è nelle mani che ci affida la Parola; è nelle mani che si dona con tutto il suo corpo; attraverso le mie mani che fa di me un servo che sempre di più ogni giorno è accompagnato dalla Sua Grazia e dalla sua benedizione. Sono queste le emozioni e felicità che ha attraversato il mio cuore nel condividere con i miei fratelli questa tappa bella, forte e importante del cammino verso l’or­dine sacro. È fonte di felicità scoprirsi nella propria vita guardati e amati da Dio che è Padre e continua a chiamarmi per essere dono per i fratelli. L’Eucarestia mi ricorda che è Lui che devo testimoniare e portare, e non il mio io o miei progetti o idee. È proprio vero ciò che Gesù dice “Senza di me non potete fare nulla”.

Matteo Quarta

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