L’arte di Maccagnani, oltre i confini italiani
L’artista/Cresciuto nella bottega del Surgente preferì la cartapesta agli studi di Medicina.
Maccagnani A., Attrib., S. Eligio di Noyon, Lecce-Ch. S. Lazzaro
Nel 1806 Pietro Surgente aprì una bottega in via Vittorio Emanuele II a Lecce. Estensore di questa notizia fu Sigismondo Castromediano (1811-1895), il quale conosceva bene il Surgente e riportava, quindi, notizie di prima mano. Il “Duca bianco”, infatti, in una sua nota diretta al cav. Luigi Giuseppe De Simone (1835-1902), pubblicata sul Corriere Meridionale, tracciò un fresco ritratto del Surgente: “lo ricordo ben quel vecchio, con gli occhiali sul naso, modellar mani e testa in creta, aggiungendovi poi in carta membra e vestiti competenti.
Maccagnani A., Attrib., Visitazione Maria a S. Elisabetta, Lecce-Ch. S. Anna
Lo ricordo quel vecchio ammirare l’opera sua con sorriso di compiacenza, come se dicesse a sé stesso: bravo maestro Pietro! […]” (S. Castromediano, Al cav. Luigi G. De Simone, in “Corriere Meridionale”, IV, 1893, p. 2). Nella stessa lettera il duca avvertì che in quella bottega mosse i primi passi Antonio Maccagnani (1807-1892). Quest’altro gigante della cartapesta salentina, figlio del medico Oronzo e di Luigia Imbò di Pasquale, invece di intraprendere gli studi di medicina preferì dedicarsi alla cartapesta.
Maccagnani A., S. Antonio Abate, Lecce-Ch. S. Maria Provvidenza
Egli, pur frequentando la bottega del Surgente, apprese l’arte del disegno dal pittore leccese Luigi Tondi (1770-1834). Per questo motivo progredì tanto nella sua arte che il Castromediano, ammirando la stupenda Addolorata (1831), tutt’oggi conservata nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli o di Sant’Angelo in Lecce, affermò che il Maccagnani aveva superato il maestro nella produzione di statue.


















