Pubblicato in: Sab, Ott 10th, 2015

L’Autostima… “Perché io valgo!”

Giuseppe Greco, Psicologo presso la Casa Circondariale di Lecce e la Comunità Famiglia di Corigliano. 

“È importante che gli adulti che contornano un bambino sappiano guidarlo nello sviluppo delle sue abilità e lo aiutino a superare gradualmente le difficoltà. Sia il clima familiare da una parte, stimolante, sia la scuola che pone degli obiettivi da raggiungere, influiscono sull’autostima”. 

An emotional woman holding photographs of her many feelings.

“È vero che da un punto di vista fisiologico man mano che si invecchia si perdono una serie di abilità fisiche, ma dobbiamo imparare ad adattarci anche ai passaggi della vita e ad accettarli, trovare semmai nuovi ruoli come l’educazione dei nipoti”. 

Quanto conta il valore che diamo a noi stessi? Si chiama autostima e lo sanno bene alcuni spot pubblicitari che come spiegazione all’acquisto di un prodotto propon­gono il motto: “perché io valgo!”. Il buon apprezzamento personale è fondamentale per una vita serena e in armonia con gli altri. Eppu­re, raggiungere il traguardo di una vita appagante appare una chimera! “Co­nosci te stesso” diceva Socrate e il grande oratore e filosofo greco aveva capito l’essenza del problema. Ascol­tare il proprio cuore, capire quante infinite possibilità e abilità abbiamo ci permette di “evolvere” e di dare un senso alla nostra vita, di darle valore. Lo afferma lo psicologo Giuseppe Greco che nell’intervista che segue ci spiega tutto sull’autostima, insistendo molto proprio sul significato di “evo­luzione” e “funzione sociale”, chiavi per il successo della stabilità emotiva.

Dott. Greco che cos’è l’autosti­ma?

Il concetto di autostima è usato dall’uomo per indicare il livello di consapevolezza delle sue capacità nei vari settori della vita che a sua volta determina il valore che ognuno dà a se stesso.

Come nasce l’autostima?

L’autostima non è un meccanismo autoindotto, ma è innestato dall’in­fanzia. Non dipende da noi ma dallo stile educativo e dalle esperienze che abbiamo fatto. Il bambino comincia ad acquisire valutazione di sé in base agli apprezzamenti o ai dinieghi, alle svalutazioni che riceve dagli altri. La storia tra i successi e gli insuccessi che si hanno socialmente nelle varie attività che svolgiamo fanno evolve­re un concetto di consapevolezza di saper fare oppure convinzione di non saper fare.

An emotional woman holding photographs of her many feelings.

Come possono gli adulti aiutare i bambini a maturare un buon li­vello di autostima?

È importante che gli adulti che con­tornano un bambino sappiano gui­darlo nello sviluppo delle sue abilità e lo aiutino a superare gradualmente le difficoltà. Sia il clima familiare da una parte, stimolante, che crede nel bambino, sia la scuola che pone degli obiettivi da raggiungere, influiscono sull’autostima. Però alle volte il siste­ma educativo non è adeguato. Molti fallimenti scolastici non dipendono dalla deficienza dei bambini ma pur­troppo dal pregiudizio che gli adulti hanno nei loro confronti: non ritenen­doli capaci, non stimolano lo sviluppo delle loro abilità e quindi l’incremen­to dell’autostima; di conseguenza non li indirizzano verso la funzione socia­le del loro vivere.

Cosa intende dire con “funzione sociale del loro vivere”?

Significa imparare a saper fare per es­sere utili agli altri! Il principio della condivisione purtroppo ultimamente non è molto presente nell’organizza­zione della didattica e della società in generale. Non si dà la giusta mo­tivazione all’apprendimento. L’ auto­stima cresce nella considerazione di capacità di servizio agli altri. I bam­bini dovrebbero imparare ad aiutarsi a vicenda e invece spesso crescono con l’idea della competizione. Del resto, anche il fine che abbiamo dato al lavoro, di ricerca di un guadagno materiale, è sbagliata. In realtà, nelle culture primitive il lavoro nasce come collaborazione in cui ognuno ha un ruolo fondamentale che gli altri rico­noscono valido per il bene comune. il guadagno è di tipo materiale ma an­che di tipo psicologico. La piena sod­disfazione e quindi l’autostima deriva dall’avere realizzato qualcosa che sia utile agli altri.

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