Pubblicato in: Sab, Ott 10th, 2015

L’Autostima… “Perché io valgo!”

Quindi, la competizione non è mai costruttiva per la crescita dell’autostima?

L’unica competizione che serve è quella con se stessi, che ci stimola a evolvere e a imparare a liberarci da quei sentimenti avversativi che ci met­tono in conflitto con gli altri. La com­petizione porta con sé dietro sempre nevroticità, non serenità. Purtroppo siamo innestati nel concetto sociale che dobbiamo per forza primeggiare e la competizione per primeggiare sugli altri lascia sempre strascichi, per li­berarsi da certe dipendenze emotive/ psicologiche dobbiamo cambiare at­teggiamento. Siamo sempre pervasi da sentimenti di invidia e di gelosia, il bambino vuole tutto per sé, e da quella dimensione naturale di egocentrismo occorre evolvere.

Come influisce l’autostima sulla nostra vita?

Influisce sulla nostra vita e su quella degli altri. Più io ho di me una con­siderazione di valore più mi rendo di­sponibile agli altri, altrimenti, al con­trario, più bassa è l’autostima più alto è il risentimento che nutro per colui che credo superiore a me. Le conseguenze di una bassa autostima posso­no essere diverse. Nei casi più estremi sfocia in forme di depressione cronica in cui prevale l’incapacità di agire. La svalutazione di sé porta all’insicurez­za e all’ansia per non saper fare mai scelte in piena soddisfazione, tenden­do a vivere nell’ombra di un protetto­re, cioè di chi ci rassicura su quello che dobbiamo fare. Ciò conduce ad un disagio sociale che si manifesta ridu­cendo il valore delle azioni degli altri e parlandone con malignità. A volte, al contrario, per superare il sentimento di inferiorità, certe persone tendono a primeggiare, in campo lavorativo, sociale, ecc… Tuttavia, questa pre­varicazione non dà serenità, ma al contrario crea fragilità psicologiche, inquietudini profonde per la paura costante di essere prevaricati. Que­ste persone non vogliono scendere di “immagine sociale”, perché hanno bisogno di quell’immagine sociale per sentire che valgono.

autostima

Ci sono situazioni della vita che predispongono ad abbassare il livello di autostima? Ad es. alcu­ne persone vivono male il cam­biamento che porta nella loro vita la pensione…

Se si ha una buona autostima si è sere­ni, in qualunque situazione perché la convivenza sociale dà sempre oppor­tunità di rendersi utili. È vero che da un punto di vista fisiologico man mano che si invecchia si perdono una serie di abilità fisiche, ma dobbiamo impa­rare ad adattarci anche ai passaggi della vita e ad accettarli, trovare sem­mai nuovi ruoli come l’educazione dei nipoti. Il malessere in alcune persone avviene se non hanno predisposto il nuovo ruolo, poiché hanno basato il proprio valore solo su quel ruolo oc­cupazionale perduto.

Ci ha spiegato che l’autostima si innesta già dall’infanzia. Tut­tavia, un individuo che non sta bene con se stesso può nel cor­so della sua vita riuscire a su­perare le barriere che gli impe­discono di raggiungere un buon grado di autostima?

Nel momento in cui una persona ac­quisisce la consapevolezza di avere poca autostima, può evolvere deciden­do di dare sfogo alle proprie abilità, ma per farlo ha bisogno di aiuto. Per evolvere, maturare, gestire i propri passaggi di crescita con piena con­sapevolezza, occorre avere dei mo­delli di riferimento, dei protocolli da seguire. Ad esempio, chi vuole essere un buon cristiano lo può diventare se­guendo gli insegnamenti del Vangelo e la strada è faticosa. Molti cercano rifugio in un cammino spirituale, del resto, l’uomo di cammini ne può tro­vare tanti. Il nodo fondamentale è che raggiungere un buon livello di auto­stima significa effettuare una continua progettazione di se stessi, reindiriz­zare la propria vita, scoprire nuove potenzialità e metterle in pratica per il benessere degli altri. Possiamo con­cludere che autostima vuol dire corag­gio di vivere!

Pagine a cura di Fatima Grazioli

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