Lecce di un tempo… L’identità di una comunità che non c’è più
SULLA SCENA DELLA “CHIAZZA”/“TUTTU A MMILLEECINQUE”
In piazza Libertini, sede del mercato giornaliero di merci di vario genere, Gaetanu capu de Spergia (Gaetano testa di albicocca n.dr.) arringava i passanti dalla sua bancarella di indumenti intimi, attirando la loro attenzione con i suoi straordinari neologismi: “Vestagliatevi, Pigimatevi, Sottanatevi”! Gli faceva eco Lulù, dalla caratteristica andatura traballante che con la voce a singhiozzo e dalla pronuncia imprecisa, tentava di vendere scarpe a “millecinque, signòra, tuttu a mmilleeccinque..”.
La zona era anche sede del mercato coperto, con la sua elegante tettoia liberty, fatta edificare dal Sindaco Giuseppe Pellegrino, tra i più illuminati amministratori della città, nel 1898 a e che fino 1981 ha fatto bella mostra di sé, come si evince dalle foto d’epoca, ed ora è abbandonata da anni nel degrado. Nella chiazza cuperta si vendevano soprattutto alimentari e nei meno giovani sopravvive il ricordo di personaggi come Oronzo Mele, detto “lu tamburrieddhru”, che nelle calde giornate estive vedeva granite al prezzo di 20 centesimi in una struttura nei pressi della fontanella ancora oggi presente sul marciapiede vicino ai bagni pubblici; lu Mmelu Sagna, il gelataio, la Nnina delle cozze, lu Pippi zeppu, al secolo Giuseppe De Gaetano, Vincenzo Amato celebre per i suoi sanguinazzi, Mesciu Peppu carrozieri, lu Ronzu Babbo te li nieddhi, vissuto negli anni Quaranta, che vendeva anelli così belli e lucenti da sembrare di inestimabile valore.

















