Pubblicato in: Ven, Dic 20th, 2013

Lecce di un tempo… L’identità di una comunità che non c’è più

SULLA SCENA DELLA “CHIAZZA”/“TUTTU A MMILLEECINQUE”

In piazza Libertini, sede del mercato giornaliero di merci di vario genere, Gaetanu capu de Spergia (Gaetano testa di albicocca n.dr.) arringava i passanti dalla sua bancarella di indumenti intimi, attirando la loro attenzione con i suoi stra­ordinari neologismi: “Vestagliatevi, Pigimatevi, Sottanatevi”! Gli faceva eco Lulù, dalla caratteristica andatura traballante che con la voce a singhiozzo e dalla pronuncia imprecisa, ten­tava di vendere scarpe a “millecinque, signòra, tuttu a mmil­leeccinque..”.

  Edoardo Lulù

La zona era anche sede del mercato coperto, con la sua elegante tettoia liberty, fatta edificare dal Sindaco Giuseppe Pellegrino, tra i più illuminati amministratori della città, nel 1898 a e che fino 1981 ha fatto bella mostra di sé, come si evince dalle foto d’epoca, ed ora è abbandonata da anni nel degrado. Nella chiazza cuperta si vendevano so­prattutto alimentari e nei meno giovani sopravvive il ricordo di personaggi come Oronzo Mele, detto “lu tamburrieddhru”, che nelle calde giornate estive vedeva granite al prezzo di 20 cen­tesimi in una struttura nei pressi della fontanella ancora oggi presente sul marciapiede vicino ai bagni pubblici; lu Mmelu Sagna, il gelataio, la Nnina delle cozze, lu Pippi zeppu, al secolo Giuseppe De Gaetano, Vincenzo Amato celebre per i suoi sanguinazzi, Mesciu Peppu carrozieri, lu Ronzu Babbo te li nieddhi, vissuto negli anni Quaranta, che vendeva anelli così belli e lucenti da sembrare di inestimabile valore.

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