Lecce/I 40 anni della Schola Cantorum “Sacro Cuore”
I mille linguaggi del Canto/Musica per il Sacro e per il Sociale.
Il Concerto della Schola Cantorum “Sacro Cuore” Lecce presso la Parrocchia del Sacro Cuore di Lecce, dello scorso 10 maggio, ha inteso ricordare i quarant’anni della sua fondazione. Con Andrea Rizzo alla tastiera, Pierpaolo Calvani al basso, Ismaele Calvani alla batteria e Roberto Panzera alla chitarra e flauto, lo spettacolo ha ripercorso la storia corale del gruppo in tre tappe, legate alle scelte musicali relative alla Lode e Adorazione al Signore, alla solidarietà nelle attività sociali e al Ringraziamento. La Schola Cantorum, nata nel 1974 con Claudio Rizzo e Marcello Capone Di Donfrancesco nella Parrocchia Sacro Cuore di Lecce, è qui attualmente presente con una struttura di coro a quattro voci e circa quaranta elementi, ed è diretta dal 1978 da Cristina Calvani, allora diciassettenne, con l’ausilio dei fratelli Pierpaolo e Loredana all’organo e chitarra.
I coristi della Schola Cantorum attraversano generazioni diverse (dai 5 ai 60 anni), nuclei familiari diversi, spiritualità altrettanto diverse, pur conservando un’armonia di condivisione e di impegno che li connota come una vera realtà di famiglia in comunione. Le multiformi attività di cui la Schola Cantorum si occupa (dai concerti di musica sacra e leggera alle attività e servizio di mero volontariato in più contesti sociali e religiosi) vede coinvolti tutti i suoi elementi nella preparazione di testi, musiche, costumi, scene, manufatti secondo una tradizione di consegne e trasmissione di saperi dai più grandi ai più piccoli. Sono la formazione permanente e l’impegno costante di ognuno di loro la chiave di lettura della stabilità di un gruppo che, tramite l’azione suggestiva delle note, contribuisce a condurre l’assemblea oltre la percezione terrena e umana ad un profondo raccoglimento di fronte a Dio. “L’azione liturgica riveste una forma più nobile quando i divini uffici sono celebrati solennemente con il canto, con i sacri ministri e la partecipazione attiva del popolo” (Sacrosanctum Concilium, 113); ed è attraverso il linguaggio del canto e della musica che la Schola Cantorum intende trasmettere la sua vocazione alla fede e al servizio gratuito all’altro.
Giuseppina Capozzi

















