Pubblicato in: Ven, Mag 15th, 2015

Lecce/I 40 anni della Schola Cantorum “Sacro Cuore”

I mille linguaggi del Canto/Musica per il Sacro e per il Sociale.

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Il Concerto della Schola Cantorum “Sacro Cuore” Lecce presso la Parroc­chia del Sacro Cuore di Lecce, dello scorso 10 maggio, ha inteso ricorda­re i quarant’anni della sua fondazione. Con Andrea Rizzo alla tastiera, Pierpaolo Calvani al basso, Ismaele Calvani alla batteria e Ro­berto Panzera alla chitarra e flauto, lo spettacolo ha ripercorso la storia corale del gruppo in tre tappe, legate alle scelte musicali relative alla Lode e Adorazione al Signore, alla solidarietà nelle attività sociali e al Ringrazia­mento. La Schola Cantorum, nata nel 1974 con Claudio Rizzo e Marcello Capone Di Don­francesco nella Parrocchia Sacro Cuore di Lecce, è qui attualmente presente con una struttura di coro a quattro voci e circa quaranta ele­menti, ed è diretta dal 1978 da Cristina Calvani, allora diciassettenne, con l’ausilio dei fratelli Pierpaolo e Lore­dana all’organo e chitarra.

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I coristi della Schola Canto­rum attraversano generazioni diverse (dai 5 ai 60 anni), nuclei familiari diversi, spi­ritualità altrettanto diverse, pur conservando un’armonia di condivisione e di impegno che li connota come una vera realtà di famiglia in comu­nione. Le multiformi attività di cui la Schola Cantorum si oc­cupa (dai concerti di musica sacra e leggera alle attività e servizio di mero volonta­riato in più contesti sociali e religiosi) vede coinvolti tutti i suoi elementi nella prepa­razione di testi, musiche, costumi, scene, manufatti secondo una tradizione di consegne e trasmissione di saperi dai più grandi ai più piccoli. Sono la formazione perma­nente e l’impegno costante di ognuno di loro la chiave di lettura della stabilità di un gruppo che, tramite l’azione suggestiva delle note, contri­buisce a condurre l’assemblea oltre la percezione terrena e umana ad un profondo racco­glimento di fronte a Dio. “L’azione liturgica riveste una forma più nobile quando i divini uffici sono celebrati so­lennemente con il canto, con i sacri ministri e la partecipa­zione attiva del popolo” (Sa­crosanctum Concilium, 113); ed è attraverso il linguaggio del canto e della musica che la Schola Cantorum intende trasmettere la sua vocazione alla fede e al servizio gratuito all’altro.

Giuseppina Capozzi

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