Pubblicato in: Gio, Mag 14th, 2015

Lega Pro/Il Futuro? Tante voci… per ora solo Tesoro

Lecce, sfumati i play-off inizia un’Estate “caldissima” per i Tifosi Giallorossi e per la Società.

I sogni e le speranze del Lecce di disputare i play off si sono infranti irrimediabilmente sabato scorso, 9 maggio, dopo lo scialbo ed inutile pareggio in casa dalla Vigoro Lamezia. Ed il 2-2 contro i calabresi (gol di Abruzzese e rigore trasformato da Moscardelli) è stato l’ultimo atto amaro di una stagione iniziata male e finita peggio. E pensare che, ad inizio campionato, il Lecce era stato considerato da osservatori ed addetti ai lavori come la squadra più forte del Girone C. Era stato valutato come un Lecce in grado di vincere, se non proprio a mani basse, quanto meno senza molti problemi, il campionato ed ap­prodare in B senza dover far ricorso ai play-off. Invece, le cose sono andate esattamente al contrario di come erano state pronosticate, tanto che il Lecce, tra la sorpresa quasi generale dell’intera Serie C, non ce l’ha fatta ad “entrare” in zona play off, neppure come uno dei due migliori quarti. Ci sono entrati, invece, Benevento, Matera e Juve Stabia, mentre la Salernitana ha centrato l’obiettivo della promozione diretta nella serie cadetta con ben tre turni d’anticipo. Dunque, niente play off ed ancora un altro anno da trascorrere nel purgatorio in serie C. E d’altra parte, un Lecce che in 38 partite è stato… capace di conquistare appena 67 punti, contro gli 80 della Salernita­na, di vincere 20 gare (15 in casa e 5 fuori), di perderne ben 11 (di cui 9 in trasferta e 2 in casa: Salernitana e Martina) e di pareggiarne 7 (2 al “al via del mare” e 5 fuoricasa), altro non poteva ottenere che classifi­carsi al sesto posto e per giunta alle spalle della matricola Matera. Insomma, quello che si è appena concluso è stato davvero un cam­pionato deludente e che ha creato malumori e dispiaceri nella tifoseria che, inutile nasconderlo, si aspettava ben altro risultato finale da parte di Moscardelli, Miccoli, Abruzzese e via dicendo. C’è anche da aggiunge­re che un Lecce che ha cambiato tre allenatori (Lerda, poi Pagliari e poi Bollini) non avrebbe potuto dare più di quanto ha dato.

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E alla fine, il sesto posto e la man­cata conquista dei play-off sono stati il giusto premio ad un rendi­mento altalenante e particolarmente deficitario in trasferta. Pensate: delle 19 gare esterne, il Lecce è riuscito a vincerne appena 5, a pareggiarne al­trettante ed a perderne addirittura 9. Ed un simile rendimento poteva far conquistare al Lecce soltanto le briciole di un campionato che, sulla carta, avrebbe dovuto vincere, come detto, a mani basse. Sfumati i play off, adesso comincia­no ad addensarsi nubi minacciose sul futuro della società. È noto a tutti che la famiglia Tesoro nel mese di febbraio dichiarò che, a fine stagione, avrebbe lasciato il Lecce. Manterranno i Tesoro (il patron Savino ed il figlio Antonio) le mi­nacce fatte nei mesi scorsi? O si è trattato di una mossa sus­seguente alla forte contestazione ricevuta soprattutto dai ragazzi della Nord? Conosceremo tutta la verità fra qualche giorno, quando il patron Savino dovrebbe tenere una confe­renza-stampa per ribadire le vecchie decisioni assunte circa il disimpegno nella gestione del Lecce oppure per annunciare novità circa l’acquisto della società giallorossa da parte di alcune cordate, formate da impren­ditori locali e “stranieri”. In questi giorni, ad esempio, ha tenuto banco la voce secondo cui il patron della Sampdoria, il produttore cinema­tografico Ferrero, sarebbe stato interessato ad acquistare il Lecce. Una voce, una semplice voce, però. Proprio come quella che vedrebbe a capo di una cordata romana il leccese Pantaleo Corvino, attuale direttore sportivo del Bologna e “vecchio” ds dei giallorossi, sotto la cui guida sono stati conseguiti risul­tati sportivi di grande valore. E non basta. Ce ne sono altre di voci (e ce ne saranno altre ancora) durante questa lunghissima e calda estate, iniziata da alcuni giorni e che si concluderà alla vigilia del ritiro precampionato della nuova stagione. Che, purtrop­po, sarà ancora di Serie C.

 Umberto Verri

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