Pubblicato in: Gio, Giu 11th, 2015

Lega Pro/“Il Lecce è figlio della crisi del momento”

Il parere dell’ex Centrocampista Giallorosso Francesco Mileti sulla vendita della società.

Mileti

Non ci resta che aspettare lo svolgimento degli eventi. Anche se stavolta, pur con le dovute precauzioni, sembra per davvero che gli imprenditori laziali, il cui interlo­cutore è l’avvocato Sticchi Damiani, stiano ad un passo nel “chiudere” la trattativa e, quindi, a diventare neo-proprietari del Lecce. I termini dell’eventuale accordo fra le parti (accordo, ripetiamo, ancora tutto da verificare) non si conoscono. Come pure sono sconosciuti i nuovi pro­prietari del Lecce, sulla cui solidità finanziaria e sulle buone intenzioni da realizzare debbono far fede le dichia­razioni dell’avv. Sticchi Damiani, un professionista serio e scrupoloso oltre che profondo conoscitore dello stato di salute della società, guidata in que­sti ultimi anni dalla famiglia Tesoro.

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L’avv. Sticchi-Damiani, lo diciamo per quei pochi che dovessero non sa­perlo, ha difeso la società leccese in più occasioni (squalifiche calciatori e processo per illecito sportivo) e quindi ha avuto diretta conoscenza dello stato finanziario del Lecce. In questi giorni, anzi a partire da sabato della scorsa settimana, l’avv. Sticchi-Damiani ha dai Tesoro la relativa docu­mentazione relativa ai crediti ed ai debiti della società giallorossa. Do­cumentazione che, è dato di sapere, è stata consegnata da Sticchi Damiani nella mani del prof. Adamo, docente di Economia Aziendale presso l’Ate­neo leccese ed esperto conoscitore di carte federali e finanziarie. “Esami”, diciamo così, che dovrebbero essere completati nei prossimi giorni e se tutto sarà a posto – così come sembra possa essere – al termine di questa settimana sarà messo nero su bianco con il relativo passaggio della società nelle mani degli imprenditori laziali.

Andrà così, o questa estenuante tratta­tiva ci riserverà altre sorprese?

Tutti sperano bene. Anche in consi­derazione del fatto che, al termine di questo mese di giugno, scadranno i termini per l’iscrizione della squadra al campionato di Lega Pro. Iscrizio­ne che costa ben 400 mila euro, una cifra considerevole che dovrà essere versata o dai nuovi proprietari o dai Tesoro. Caso contrario, il Lecce sarà tagliato fuori e, quindi, sarà costretto ad iscriversi ad un campionato di categoria inferiore. “Sarebbe triste, troppo triste se le cose dovessero an­dare così. Io sono fiducioso e credo che il Lecce sarà iscritto regolarmente al campionato di Lega Pro”. Con il cuore in subbuglio, ma con grande speranza commenta questo momento delicato Franceso Mileti, leccese doc, centrocampista giallorosso per ben 5 stagioni di serie B (1978-83) con 81 gare ed un gol all’attivo.

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“Sì, con la maglia del Lecce – ci dice Mileti, 53 anni, ora impiegato di Banca ed anche allenatore in diverse scuole calcio: quest’anno in quella di Fabrizio Mic­coli – ho segnato un solo gol, mentre sono stato più prolifico nei quattro anni (1983-’87) di militanza nel Ge­noa in serie A, dove ho giocato 98 gare e segnato 11 reti. Il mio ruolo era quello di centrocampista e nel Lecce, dapprima sotto la guida di Di Marzio e poi con l’allenatore Corso ho ottenuto grosse soddisfazioni, tanto da essere ceduto dapprima all’Avellino e poi al Genoa, entrambe squadre di serie A, categoria in cui ho debuttato con la maglia del Genoa il 30 ottobre del 1983 nel corso della vittoriosa partita contro il Torino”.

Bei tempi, i suoi! Ma oggi, che sta succedendo al Lecce?

Sta vivendo, come suol dirsi, la situa­zione dell’attuale momento di crisi generale, compresa quella del calcio. Perciò, io non sono sfiduciato o sco­raggiato per quanto sta accadendo intorno al Lecce. Non è facile e sem­plice trovare imprenditori pronti a cac­ciare di tasca propria un bel gruzzolo di soldi, ben sapendo che la Lega Pro non favorisce il minimo guadagno. È evidente che chi verrà ad acquista­re il Lecce oltre ad avere un grande amore verso la squadra e la città, dovrà ricevere anche alcune garanzie di introiti futuri. Personalmente, son convinto che questa fase di stallo nelle trattative si concluderà molo presto ed anche in maniera positiva.

Quindi, vedi il bicchiere mezzo pieno più che mezzo vuoto?

È ovvio che sono preoccupato per la sorte del Lecce. Cinque anni non si scordano facilmente. E poi sono lecce­se e come tale mi piacerebbe rivedere il Lecce non solo in Serie B, ma anche in Serie A.

Mi dici che anche il pubblico si è un po’ disamorato?

È naturale. Altro andare al campo per vedere all’opera Totti, Del Piero, così come succedeva qualche anno fa al “Via del Mare”, ed altro assistere oggi a gare contro squadre e giocatori quasi sconosciuti. Con tutto il rispetto per questi calcia­tori, i tifosi si sono allontanati dalle partite del Lecce, anche se tutti spera­no che le cose possano migliorare nel più breve tempo possibile.

Umberto Verri

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