L’EREDITÀ DEL VATICANO II…SPERANZA INCOMPIUTA?
La formazione nei Seminari/Giovani Preti già esperti del Carisma Conciliare
Riflettere sulla ricezione del Vaticano II nei seminari, teologici soprattutto, ha senso unicamente in un più ampio dialogare riguardo la generale ricezione dello stesso Concilio da parte di tutta la Chiesa. Probabilmente i seminari, come anche altre realtà ecclesiali, dopo gli iniziali entusiasmi legati ai cambiamenti più evidenti, hanno faticato non poco a cogliere ed incarnare nei progetti educativi lo spirito e la mente conciliari. È fuor di dubbio, tuttavia, il peso del Concilio Vaticano II. Si può dire che il flusso benefico del rinnovamento biblico-patristico-liturgico sia sfociato nei seminari e abbia allargato la concezione sacerdotale del prete alla totalità del ministero, proponendo così nuove e più complete guide formative in linea con l’ecclesiologia di Lumen Gentium, fonte primordiale di tutti i successivi documenti.
L’insegnamento conciliare e magisteriale si cristallizza quindi nel modello della carità pastorale, ideale determinante e unificante di tutta la vita spirituale di un pastore di chiesa. Quanto questo modello riesca attualmente a forgiare la struttura interiore di un giovane sacerdote non è dato saperlo su un piano puramente teorico. Di certo, è forte il segnale del Concilio che non ha accettato la categoria teologica del sacerdos alter Christus già utilizzata per ribadire la dignità (sacrale?) del sacerdote. Ma ha voluto piuttosto insistere sul bisogno di valorizzare il carisma proprio dell’ordinazione, in un ventaglio di iridescenze che legano indissolubilmente carattere-identità sacerdotale e ministero pastorale nel concreto esercizio dei tria munera, essendo il sacramento dell’ordine deputato non al bene della persona che lo riceve, ma al servizio della comunità. Ne consegue una rinnovata ed integrata spiritualità del presbitero, di cui tante figure di preti a noi note erano, nel periodo “preconciliare”, audace profezia. Contro ogni riduzionismo del ministero ordinato. Sacrale nei tempi passati, sociale o politico nei recenti.
Vincenzo Martella
















