Pubblicato in: Sab, Giu 7th, 2014

L’evoluzione della politica/Quale partecipazione?

La recente consultazione ha evidenziato importanti dati che meritano ulteriori approfondimenti. Oltre ai risultati elettorali dei partiti, la situazione, fa emergere da un lato la veemente e soprattutto dirompente polarizzazione nell’agone politico e dall’altro la riduzione della partecipazione attiva all’esperienza elettorale.

Tanta parte del linguaggio è poi caratterizzata dalla semplificazione dei messaggi, sintetizzati in pochissime parole, e soprattutto la depauperazione dei progetti e delle proposte è sempre più marcata. Con i leaders dei partiti che sovrastano nettamente la scena, mettendo in ombra gli altri responsabili. E dalla dialettica basata sul dialogo per giungere a conclusioni e provvedimenti condivisi si travia al gergo carico d’insulti e offese, se non proprio d’intimidazioni o tentativi di mettere a tacere la controparte. Anzi che dare voce a tutti, l’antipolitica mira a zittire.

catena

Eppure l’insulto è negatività che prevarica le giuste relazioni, poiché è racchiuso all’interno dell’irrisione e dell’improperio ed è chiara contrarietà al dibattito, in quanto forma di protesta aggressiva che si colloca oltre il dialogo, la discussione, l’incontro sia pure polemico. Si accentua il tentativo della democrazia postpartitica. Né, inoltre, è accettabile il criterio secondo cui dinanzi a realtà fortemente negative della società ci deve essere un contrasto senza alcuna possibilità di comunicazione interpersonale e confronto.

Intanto, s’incrementa pure un altro fenomeno. Emerge una nuova agorà, che in qualche modo si propone come sostituzione del parlamento: il “marketing” politico mediante e-mail e sms. Come negli Stati Uniti, dove il sostegno al candidato è corredato da una copiosa quantità d’informazioni tramite smartphone e tablet (quasi il 90% dei votanti ne possiede uno). Sulla base di un bagaglio di notizie, idee e proposte, precedendo il consueto rapporto politico, s’interagisce in modo diretto, tramite Facebook, con chiunque sente un radicale disagio a farsi rappresentare dagli eletti nelle sedi istituzionali. In tal modo, matura sempre più lo sviluppo dell’“empatia tecnologica”, con gli elettoriutenti, analizzati e coinvolti sulla base dei loro profili. È la politica 2.0, con specialisti della comunicazione e la personalizzazione del rapporto con i votanti. Rimane, comunque, la preoccupazione per la mancanza di un autentico e adeguato contraddittorio nella vita pubblica… 

Adolfo Putignano

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