Pubblicato in: Dom, Gen 13th, 2013

L’informazione in festa. E in crisi

CARTOLINE BRUTALI DI UNA PRECARIETÀ SENZA FINE

Un anno terribile per l’editoria salentina quello appena archiviato. Il caso di Vincenzo Siciliano, l’operatore di Canale 8 che ha dato la stura ad una protesta corale e vigorosa, è uno dei tanti simboli di questo 2012 «horribilis». L’emozionato e piccato addio di Gaetano Gorgoni, in diretta, dalla direzione del Tg8, la resa delle armi di Mario Vecchio, per anni punto di riferimento de L’Atv, la cancellazione di una realtà nata con grandi ambizioni come la redazione salentina del TgNorba, con il suo staff di bravi giornalisti e operatori, la cassaintegrazione di Telerama, l’interminabile agonia di «Paese nuovo»: cartoline brutali di una crisi che ingoia senza pietà posti di lavoro, speranze, passioni, sogni.

Nasce proprio dalla sensazione di profonda incertezza che pervade ogni ambito di questa pur sempre affascinante professione, l’esigenza di ritrovarsi tra colleghi almeno una volta ogni settimana, per fare il punto della situazione, per mettere in cantiere iniziative, o anche semplicemente per sentirsi più uniti e solidali. Unione di forze e solidarietà: a pensarci bene sono proprio questi gli ingredienti che mancano alla nostra categoria, caratterizzata da una competitività spietata e pervicace.

Ma se prima sgomitare e fare gli sgambetti ai colleghi poteva avere una sua, sia pur bieca, ratio, poiché le chance di raggiungere alla fine l’agognato traguardo erano alte, oggi, parafrasando Morandi, neanche “uno su mille ce la fa”. E allora, cui prodest? Oggi forse l’unica strada torna ad essere quella delle lotte per i diritti dell’intera categoria, e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della legge sull’Equo compenso può a buon ragione rimarcare la ragionevolezza della strada intrapresa.

L’affollato incontro leccese di Assostampa palesa come in questo momento di “navigazione a vista”, serva come mai prima il confronto permanente, lo scambio di informazioni, la costruzioni di reti e gruppi di lavoro. Oggi come mai prima serve che i colleghi contrattualizzati escano dalle redazioni per ascoltare e confrontarsi con i disagi dei precari, anche se questo può significare impiegare un giorno di “corta” o di vacanza.

Il muro tra garantiti e precari è ormai di carta velina. È bene dunque prendere coscienza, come ha ben intuito il presidente nazionale dell’Ordine, Enzo Iacopino, che la lotta contro sfruttamento e precariato, oggi come oggi, è la battaglia di tutti gli operatori dell’informazione, nessuno escluso.

Daniela Pastore

Consigliera Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti

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