Pubblicato in: Sab, Mar 21st, 2015

L’invenzione “Hybrid”, l’amico della Pietra Leccese

La sperimentatazione nei laboratori dell’Ateneo Salentino. La produzione dall’Azienda Dell’Anna Muia srl 

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“La risposta del mercato sta superando di gran lunga le nostre aspettative. D’altronde ogni tentativo precedente di protezione della pietra è puntualmente fallito”.  

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Il Salento non è solo la terra baciata dal sole, cullata dal vento e lambita da due mari ma è anche la patria di menti eccelse e imprenditori competenti e valorosi lavorano per salvaguardare un patrimonio di arte e natura. In questo alveo creativo nasce Hybrid il nuovo protettivo per la pietra leccese, inventato da Maria Enrica Frigione, professoressa associata di Scienza e Tecnologia dei Materiali, dalla ricercatrice in Prin­cipi di Ingegneria Chimica, Carola Esposito Corcione e dalla dottoranda del corso in Ingegneria dei Materiali e delle Strutture, Raffaella Striani. Hybrid è un prodotto nanostrutturato, ibrido Organico-Inorganico, in grado di attivarsi in modo naturale, senza l’azione chimica dei solventi, ma sem­plicemente per fotopolimerizzazione, cioè per semplice esposizione alle radiazioni solari. Risulta un prodotto non tossico, non inquinante e, tuttavia, con un alto potere protettivo idrore­pellente, trasparente e traspirante. Il brevetto è stato registrato grazie a un voucher finanziato dall’Arti (Agen­zia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione della Regione Puglia), mentre la licenza d’uso è stata acqui­stata dall’Azienda Dell’Anna Muia srl – Prodotti e soluzioni per l’edilizia, di Copertino. “Il primo contatto con l’Università del Salento – spiega Giu­seppe dell’Anna Muia – è avvenuto grazie all’iniziativa della ricercatrice e coinventrice ingegner Carola Esposito Corcione, che mi contattò per illu­strarmi i risultati della loro ricerca. Mi colpirono subito la forte innovazione e le caratteristiche etiche del trovato. L’obiettivo, nobile, che le ricercatrici avevano posto alla base della ricerca era quello di contribuire a proteggere la pietra leccese, e quindi gli edifici e i monumenti storico-culturali e religiosi costruiti con tale pietra, dall’azione degenerativa degli agenti atmosferici. Ed il risultato è stato brillante, un esempio di vera eccellenza di cui va dato merito alle inventrici. Grazie ad una sapiente opera di ricerca e ad una lunga sperimentazione durata circa otto anni, sono riuscite a raggiungere l’obiettivo ideando un prodotto avente importanti caratteristiche in termini di efficacia e di durabilità, e soprattutto ecologico”.

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Il prodotto Hybrid non è ancora in commercio. Attualmente l’Azienda sta completando la fase di industrializzazione, e conta di avviare la commercializzazione tra un paio di mesi circa. “La risposta del mercato – prosegue il titolare – sta già superando di gran lunga le nostre aspettative, persino con richieste di prenotazioni che non pensavamo di dover registra­re. D’altronde il problema è sempre stato molto sentito, la pietra leccese è notoriamente un materiale molto bello ma fragile, e negli anni si è cercato in molti modi di proteggerla. Ogni tentativo è puntualmente fallito fino a far sentenziare che ‘la pietra leccese rifiuta tutto’. Ora possiamo affermare: ‘non proprio tutto’”. Hybrid è un protettivo efficace per la protezione e salvaguardia della pietra leccese, ma è stato studiato per altre pietre porose e può trovare applica­zione in altri settori dell’edilizia. “Dal momento che il prodotto agisce per impregnazione – chiarisce Dell’Anna Muia – abbiamo fondati motivi per ritenere che la sua applicazione possa essere efficace non solo su altre pietre porose, ma anche su altre superfici di edilizia civile quali intonaci e ma­nufatti in cemento. Sono già in corso speciali sperimentazioni in tal senso e siamo molto fiduciosi”. “Dal punto di vista commerciale – si augura conclu­dendo – la licenza di brevetto acquisita e il prezzo assolutamente accessibile del prodotto, anche più basso di altri meno efficaci e più inquinanti presenti sul mercato, apre grandi prospettive di distribuzione commerciale anche all’estero.  

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