Pubblicato in: Gio, Apr 30th, 2015

Luigi Bubbico: La Musica è sempre unica quando racconta l’uomo

Un Concerto per la Giornata Internazionale Unesco del Jazz. Protagonista la Swing Big Band. 

“Sperimentare nuovi paradigmi didattici finalizzati alla ricerca delle vie espressive di ognuno, attraverso l’analisi e lo studio approfondito di chi ci ha preceduto per il controllo ed una libera gestione della tecnica necessaria alla propria creatività”.

In occasione della “Gior­nata Internazionale Unesco del Jazz”, il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce ha proposto un concerto a tema, che si è tenuto nella sala della Comunità Cine-Tea­tro Antoniano di Lecce. Protagoni­sti della serata sono stati la classe di Canto Jazz del Conservatorio di Lec­ce, tenuta da Gaetano Riccobono, e la “Swing Big Band” diretta dal M° Luigi Bubbico. Il concerto si è aper­to con “Two o’ Clock Jump” (1939) di Count Basie; sono seguite “Don’t be that Way” (1938) e “Moon River” (1961) di Henry Mancini. Non pote­va mancare “Stompin’ at the Savoy” (1936) di Benny Goodman, “Do Nothin’ Till” (1947) e “Sophistica­ted Lady” (1932) di Duke Ellington. Ancora “In the Mood” (1939), “My Reverie” (1938) di Larry Clinton, “Love is a Many Splendored Thing” di Sammy Fain. Ha chiuso la brillan­te serata “Blues on Parade” (1939) di Woody Hermann e “Sing, Sing, Sing” (1936), in origine “Sing, Bing, Sing” in riferimento a Bing Crosby. “L’Ora del Salento” ha intervistato, in esclusiva, Luigi Bubbico.

Dal 2011 l’Unesco promuove in tutto il mondo il “Jazz Day” al fine di sottolineare il ruolo diplomatico del Jazz come ele­mento che unisce popoli e cul­ture. Per un evento di questo tipo quali autori e titoli del re­pertorio non possono assoluta­mente mancare in un program­ma musicale su misura?

Sicuramente i padri del Jazz come Count Basie, Duke Ellington, Glenn Miller, Benny Godmann, l’elenco è lungo…

Riandando alle tappe della sua carriera, quando ha che il Jazz sarebbe stato al centro della sua vita professio­nale?

Sin dall’inizio, perché i primi di­schi che giravano in casa erano in­cisioni del miglior repertorio Swing allora in circolazione.

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Lei è Docente di Musica Jazz presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, oltre che Fon­datore e Direttore stabile della “Swing Big Band”. C’è qualche episodio o incontro avvenuto durante la sua attività didattica e artistica che ricorda con particolare piacere?

Assolutamente si. Ricordo lo stu­pore del pubblico al primo saggio della classe del “Corso straordinario di Musica Jazz” (a.a. 1988-89) abi­tuato a tutt’altra musica, ricordo il grado di divertimento e partecipazio­ne di tutti. Bello!

Nella società di questi ultimi anni si sono registrati sensibili cambiamenti grazie ai progres­si delle nuove tecnologie. Essi hanno determinato delle rica­dute nel settore della musica Jazz?

Già verso la fine degli anni Ses­santa si sono osservate le prime avvisaglie, Band e formazioni con strumenti elettronici di ultima ge­nerazione. Herbie Hancock, Chick Corea, Miles Davis sono alcuni de­gli esempi. Testimonianza di un lin­guaggio sempre pronto a rinnovarsi senza mai smettere di cercare nuovi orizzonti espressivi.

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