Luigi Bubbico: La Musica è sempre unica quando racconta l’uomo
Un Concerto per la Giornata Internazionale Unesco del Jazz. Protagonista la Swing Big Band.
“Sperimentare nuovi paradigmi didattici finalizzati alla ricerca delle vie espressive di ognuno, attraverso l’analisi e lo studio approfondito di chi ci ha preceduto per il controllo ed una libera gestione della tecnica necessaria alla propria creatività”.
In occasione della “Giornata Internazionale Unesco del Jazz”, il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce ha proposto un concerto a tema, che si è tenuto nella sala della Comunità Cine-Teatro Antoniano di Lecce. Protagonisti della serata sono stati la classe di Canto Jazz del Conservatorio di Lecce, tenuta da Gaetano Riccobono, e la “Swing Big Band” diretta dal M° Luigi Bubbico. Il concerto si è aperto con “Two o’ Clock Jump” (1939) di Count Basie; sono seguite “Don’t be that Way” (1938) e “Moon River” (1961) di Henry Mancini. Non poteva mancare “Stompin’ at the Savoy” (1936) di Benny Goodman, “Do Nothin’ Till” (1947) e “Sophisticated Lady” (1932) di Duke Ellington. Ancora “In the Mood” (1939), “My Reverie” (1938) di Larry Clinton, “Love is a Many Splendored Thing” di Sammy Fain. Ha chiuso la brillante serata “Blues on Parade” (1939) di Woody Hermann e “Sing, Sing, Sing” (1936), in origine “Sing, Bing, Sing” in riferimento a Bing Crosby. “L’Ora del Salento” ha intervistato, in esclusiva, Luigi Bubbico.
Dal 2011 l’Unesco promuove in tutto il mondo il “Jazz Day” al fine di sottolineare il ruolo diplomatico del Jazz come elemento che unisce popoli e culture. Per un evento di questo tipo quali autori e titoli del repertorio non possono assolutamente mancare in un programma musicale su misura?
Sicuramente i padri del Jazz come Count Basie, Duke Ellington, Glenn Miller, Benny Godmann, l’elenco è lungo…
Riandando alle tappe della sua carriera, quando ha che il Jazz sarebbe stato al centro della sua vita professionale?
Sin dall’inizio, perché i primi dischi che giravano in casa erano incisioni del miglior repertorio Swing allora in circolazione.
Lei è Docente di Musica Jazz presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, oltre che Fondatore e Direttore stabile della “Swing Big Band”. C’è qualche episodio o incontro avvenuto durante la sua attività didattica e artistica che ricorda con particolare piacere?
Assolutamente si. Ricordo lo stupore del pubblico al primo saggio della classe del “Corso straordinario di Musica Jazz” (a.a. 1988-89) abituato a tutt’altra musica, ricordo il grado di divertimento e partecipazione di tutti. Bello!
Nella società di questi ultimi anni si sono registrati sensibili cambiamenti grazie ai progressi delle nuove tecnologie. Essi hanno determinato delle ricadute nel settore della musica Jazz?
Già verso la fine degli anni Sessanta si sono osservate le prime avvisaglie, Band e formazioni con strumenti elettronici di ultima generazione. Herbie Hancock, Chick Corea, Miles Davis sono alcuni degli esempi. Testimonianza di un linguaggio sempre pronto a rinnovarsi senza mai smettere di cercare nuovi orizzonti espressivi.
















