Madonna del Monte/La visita di Maria a Sant’Elisabetta
Culto Bizantino nel territorio di Vernole.
Nel registro delle Visita Pastorali si descrive una cappella esistente a Vernole dedicata a San Nicola la quale da sola testimonia l’antichissima presenza del culto cristiano di rito bizantino su questo territorio. All’interno del della chiesa di San Nicola vi era una epigrafe scritta in greco, e il Vescovo Luigi Pappacoda, in visita pastorale nel 1641, provvide a far tradurre in italiano. L’epigrafe tecitava così: “Morse il servo di Dio Pietro a dì 3 dicembre, giorno di sabato, l’anno 681, indizione 5, Amen”. Detta chiesetta fu distrutta intorno al 1910 dagli stessi amministratori semplicemente per allargare la strada. Il comune di Vernole comprende cinque frazioni e ciascuna di queste località conserva monumenti preistorici e testimonianze cristiane antichissime. Su tutto il territorio comunale perdura una iconografia greca: la “Mater Domini” (a Pisignano), la “Dormitio Virginis” (ad Acaja), i Santi Gioacchino, Anna e Maria bambina (a Vernole), San Gregorio Nazianzeno (ad Acquarica), l’Assunta (a Vanze), la Madonna delle Neve a Strudà.
La Madonna del Monte
Il rimando alle radici greche del nostro sentire cristiano è segnato nella vita dei cristiani che si esprime in una visione unitaria della chiesa nella quale sacro e profano sono percepiti nell’equilibrio tra il noi collettivo e l’io individuale, conforme al principio risalente a Giustiniano: “Ciò che a appartiene a tutti da tutti deve essere discusso e approvato”. In questa corresponsabilità ci piace leggere le iniziative di alcune famiglie del luogo nel promuovere il culto alla Santa Madre di Dio. Una bella chiesa denominata “la Madonna del Monte” sorge a Vernole su una lieve altura, dettagliatamente descritta nel 1641 nel registro delle visite pastorali di mons. Luigi Pappacoda. Entrando in questa chiesa si nota l’affresco cinquecentesco della Madre di Dio, incorniciato in un tondo raggiante al centro dell’altare maggiore. In questo spazio sacro nel 2002 è stato collocato un gruppo statuario rappresentante la visitazione di Maria Santissima (in piedi) alla cugina santa Elisabetta (in ginocchio). È un dono del prof. Luciano Grazioso ultimo proprietario di questo cimelio familiare. Questi i particolari che sono sottintesi nella committenza dell’opera: la preghiera della devota Anna Sansonetti (sposa senza figli) contiene una richiesta rivolta al cielo tramite la mediazione delle due sante donne le quali sperimentarono in circostanze straordinarie la mortificazione di non aver figli (santa Elisabetta) ma poi ricevettero la gioia della maternità (Santa Elisabetta e la stessa Maria di Nazareth).
Chiesa della Visitazione, Vernole (Le)
L’opera artistica fa riferimento quindi al vissuto della committente Vita Sansonetti di Vernole 1839-1916 della quale Anna Graziuso è una lontana parente. La Visitazione occupava uno spazio importante nella famiglia in quanto era un ex voto formulato da Vita Sansonetti sposa giovanissima di un uomo molto più anziano di lei, ma dal matrimonio non nacquero i desiderati figli. Con la speranza nel cuore quindi di diventare madre la Sansonetti formulò il voto e commissionò la statua della Visitazione ad una ditta di Venezia, una volta realizzata questa fu imbarcata con un traghetto commerciale a Gallipoli da dove fu prelevata dalla committenza e collocata dignitosamente in famiglia. Le successioni familiari consigliarono il prof. Luciano Graziuso di affidare questo cimelio familiare alla parrocchia di Vernole che l’accettò in dono collocandolo a Santa Maria del Monte o della Visitazione.
Antonio Febbraro

















