Maleducazione Istituzionale… Poteri, Opinioni
Nel Semaforo Rosso della scorsa settimana, Loredana Di Cuonzo, con una stilettata alla sua maniera, stigmatizzava i comportamenti inaccettabili di chi, ricoprendo ruoli rilevanti, ne approfitta per esercitare abusi di potere ed eccessi di arroganza e presunzione. Abbiamo chiesto a professionisti e pensatori salentini di esprimere una breve riflessione sul tema.
SERVITORI UNTI/QUALE BENE COMUNE?
La maleducazione istituzionale dei vertici è uno dei mali di questa società. Dipende molto dalla legge di mercato della domanda e dell’offerta, anche questo: poiché molti dei soggetti al capo di amministrazioni pubbliche o di strutture che in qualche modo rappresentano lo Stato, sono sempre richiesti in manifestazioni, talk show, interviste o hanno dietro, come buona tradizione italica vuole, un codazzo di questuanti che aspirano in qualche modo a entrare nel giro del favore di questo o quello, il risultato finale è che tali soggetti, che per il fatto stesso di essere servitori dello Stato dovrebbero ascoltare tutti i cittadini con eguale impegno, di fatto assumono un atteggiamento costantemente arrogante, scortese e di sufficienza.
È vero, non bisogna fare di tutte le erbe un fascio, ma a costoro che ritengono d’essere gli unti del Signore va ricordato che se sono dove sono è per il servizio al bene pubblico; che sono, di fatto, dipendenti, dei loro interlocutori, poiché il loro stipendio è pagato con le tasse dei cittadini; che nulla dura per tutto il tempo. Lasciare un buon ricordo aiuta molto a trovare poi qualche anima buona disposta a spendere, con sincerità, un piccolo complimento quando avranno da elaborare il lutto da perdita del potere.
Loredana Di Cuonzo

















