Manierismo e Controriforma in Puglia
Lecce/A San Francesco della Scarpa un’esposizione di rilievo di opere presenti in alcune chiese della Regione.
Emerge l’importanza del ruolo svolto dalle Confraternite nella dotta committenza di autentici Tesori d’Arte Sacra.
Nei suggestivi ambienti della chiesa di San Francesco della Scarpa di Lecce è allestita la mostra La Puglia, il Manierismo e la Controriforma. Sitratta di un evento interessante organizzato dalla Provincia di Lecce con il Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano”, la Soprintendenza BSAE della Puglia, la Galleria Nazionale della Puglia “Devanna” di Bitonto, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia.
Sono esposte circa cinquanta opere (dipinti, sculture, ceramiche e tessuti) che evidenziano l’esistenza di un legame tra la committenza religiosa, la cultura manierista e le vicende storiche ed economiche che interessarono la Terra d’Otranto e il Nord della Puglia durante tutto l’arco del XVI secolo e la prima metà di quello successivo.
Questa esposizione, inoltre, ha fatto emergere l’importanza del ruolo svolto dalle Confraternite pugliesi nella dotta committenza di opere d’arte conservate nei loro oratori e nelle chiese da loro erette, così come traspare in molti dipinti esposti nella chiesa di San Francesco della Scarpa, dove evidenti sono i segni della loro committenza.
L’arte confraternale costituisce un capitolo molto interessante della storia dell’arte, infatti, buona parte del patrimonio artistico italiano è di committenza confraternale. Si tratta di un fenomeno che investe tutte le arti, sia quelle cosiddette maggiori, che quelle applicate: un patrimonio costituito da chiese, cappelle, altari, statue, dipinti, paramenti sacri, reliquiari, statue processionali, gonfaloni e vari oggetti devozionali, di materiali pregiati, ma qualche volta anche poveri, opera di artisti e artigiani di vario livello, secondo l’importanza e la ricchezza della confraternita committente.
Dal punto di vista strettamente artistico, le confraternite pugliesi offrono un panorama molto variegato, pur avendo un rapporto continuo con l’arte ed essendo grandi consumatrici d’immagini sacre, non elaborano nuovi modelli iconografici, mantenendosi nel solco della tradizione sfruttando i modelli che la Chiesa imponeva agli artisti.
Questa mostra consente, infine, di poter ammirare contemporaneamente un discreto numero di opere realizzate da Gianserio Strafella, Donato Antonio D’Orlando, Giovan Domenico Catalano, Vespasiano Genuino, unitamente a splendidi dipinti realizzati da Lorenzo Lotto, Cesare Calenzio, Wenzel Cobergher.
Giuseppe Mancarella





















