Pubblicato in: Ven, Mag 23rd, 2014

Maria nel Salento/La “Dormitio Virginis Mariae” nel culto della Grecìa

Assunta in Cielo… 

Sfogliando la Guida liturgica per la Chiesa di Lecce ho prestato attenzione dove viene segna­lato il culto della Madonna sul territorio e in modo particolare sotto quale titolo. Ho notato che il titolo più ricorrente è “Maria Santissima Assunta in Cielo”. La Guida elenca almeno 17 località, iniziando dalla stessa città di Lecce e in ordine alfabe­tico chiudendo con il comune di Vernole. Uno sguardo al nostro passato. Fino a epoca barocca le nostre comunità erano compo­ste da fedeli che “erano greci per culto e per lingua” oppure “erano greci solo per culto”. L’esistenza della così detta grecìa salentina   (ora composta da nove comuni) può essere spiegata come l’ultima rocca­forte di una cultura greca più estesa su un territorio molto più vasto. Il riscontro documentale lo troviamo nella linguistica, nell’onomastica religiosa e nell’iconografia. Mi soffermo sull’icona della Madonna raf­figurata con il titolo ( greco) di Dormitio Virginis Mariae da ac­costare all’icona della Madonna raffigurata sotto il titolo (latino) di Maria Assunta in Cielo. Più antico è il primo titolo, più re­cente il secondo. Rimando a tre bellissimi affreschi presenti sul nostro territorio che presentano la Dormitio Virginis Mariae: la più antica mi pare essere quella sita in Acaya (Le) nell’omoni­mo Castello; poi l’altra a Squin­zano (Le) nel museo accanto alla Chiesa di Santa Maria delle Cerrate; e la terza è a Galatina (Le) nella Basilica di Santa Caterina d’Alessandria.

ACAYA

Nella tradizione greca come pure in quella latina si afferma la stessa fede cioè che la Madonna è la prima dei salvati grazie alla passione-morte – risurrezione del suo figlio Gesù Cristo e quindi la prima a godere della gloria di Dio. Attraverso le raffigurazioni della Dormitio e dell’Assunta possiamo confron­tare ed evidenziare gli accenti culturali diversi tra il rito greco ed il rito latino. Nella costruzio­ne del pensiero ecclesiologico e della immagine nel culto greco prevale la linea orizzonte e l’im­magine circolare, mentre nel pensiero ecclesiologico latino prevale la linea verticale e l’im­magine piramidale. Tra i due riti cristiani ancora più marcata è la differente rappresentazione della scena: nel rito greco si può vedere la rappresentazione di un vero e proprio funerale della Madonna e al centro della scena la presenza del Risorto che preleva e stringe a sé l’anima della Madonna raffigurata come un bambina; nel rito latino viene sfumato il riferimento alla morte corporea della Madonna per enfatizzare l’assunzione della persona fisica della Vergine Maria, in corpo ed anima. 

Antonio Febbraro

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