Maria nel Salento/La “Dormitio Virginis Mariae” nel culto della Grecìa
Assunta in Cielo…
Sfogliando la Guida liturgica per la Chiesa di Lecce ho prestato attenzione dove viene segnalato il culto della Madonna sul territorio e in modo particolare sotto quale titolo. Ho notato che il titolo più ricorrente è “Maria Santissima Assunta in Cielo”. La Guida elenca almeno 17 località, iniziando dalla stessa città di Lecce e in ordine alfabetico chiudendo con il comune di Vernole. Uno sguardo al nostro passato. Fino a epoca barocca le nostre comunità erano composte da fedeli che “erano greci per culto e per lingua” oppure “erano greci solo per culto”. L’esistenza della così detta grecìa salentina (ora composta da nove comuni) può essere spiegata come l’ultima roccaforte di una cultura greca più estesa su un territorio molto più vasto. Il riscontro documentale lo troviamo nella linguistica, nell’onomastica religiosa e nell’iconografia. Mi soffermo sull’icona della Madonna raffigurata con il titolo ( greco) di Dormitio Virginis Mariae da accostare all’icona della Madonna raffigurata sotto il titolo (latino) di Maria Assunta in Cielo. Più antico è il primo titolo, più recente il secondo. Rimando a tre bellissimi affreschi presenti sul nostro territorio che presentano la Dormitio Virginis Mariae: la più antica mi pare essere quella sita in Acaya (Le) nell’omonimo Castello; poi l’altra a Squinzano (Le) nel museo accanto alla Chiesa di Santa Maria delle Cerrate; e la terza è a Galatina (Le) nella Basilica di Santa Caterina d’Alessandria.
Nella tradizione greca come pure in quella latina si afferma la stessa fede cioè che la Madonna è la prima dei salvati grazie alla passione-morte – risurrezione del suo figlio Gesù Cristo e quindi la prima a godere della gloria di Dio. Attraverso le raffigurazioni della Dormitio e dell’Assunta possiamo confrontare ed evidenziare gli accenti culturali diversi tra il rito greco ed il rito latino. Nella costruzione del pensiero ecclesiologico e della immagine nel culto greco prevale la linea orizzonte e l’immagine circolare, mentre nel pensiero ecclesiologico latino prevale la linea verticale e l’immagine piramidale. Tra i due riti cristiani ancora più marcata è la differente rappresentazione della scena: nel rito greco si può vedere la rappresentazione di un vero e proprio funerale della Madonna e al centro della scena la presenza del Risorto che preleva e stringe a sé l’anima della Madonna raffigurata come un bambina; nel rito latino viene sfumato il riferimento alla morte corporea della Madonna per enfatizzare l’assunzione della persona fisica della Vergine Maria, in corpo ed anima.
Antonio Febbraro
















