Matrimoni… Quel “sì” sempre più in crisi
Dottrina Cristiana/Il Sacramento dei Coniugi…
IMPORTANZA DI UN DONO VOCAZIONE PER LA FAMIGLIA
Giuridicamente il matrimonio è l’atto celebrato innanzi all’ufficiale di stato civile (matrimonio civile) o innanzi ad uno dei ministri del culto cattolico (matrimonio concordatario) con il quale i coniugi intendono realizzare una comunione di vita spirituale e materiale che si attua attraverso la convivenza, l’assistenza, il rispetto reciproco e la ricerca di un indirizzo di vita unitario. Nel nostro ordinamento si fa riferimento al marito (dal latino maritus ossia maschio) ed alla moglie ( dal latino mulier ossia donna) nonché ai rispettivi diritti e doveri in qualità di coniugi, non prevedendo la possibilità di celebrare il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ad oggi , infatti, in Italia stante il diritto vigente, non sono stati celebrati matrimoni gay nonostante il dibattito di coloro i quali ritengono che non esiste alcuna norma di diritto positivo che neghi tale possibilità. Nel Catechismo per adulti si legge che il matrimonio è un Sacramento e poiché esso stabilisce i coniugi in uno stato pubblico di vita nella Chiesa, la sua celebrazione liturgica è pubblica, fatta cioè alla presenza del sacerdote e degli altri testimoni. Attraverso il Matrimonio sacramentale Dio, che è amore e che ha creato l’uomo per amore, l’ha chiamato ad amare. Creando l’uomo e la donna, li ha chiamati nel Matrimonio ad un’intima comunione di vita e di amore fra loro, «così che non sono più due, ma una carne sola» (Mt 19,6). L’unione matrimoniale dell’uomo e della donna, fondata e strutturata con leggi proprie dal Creatore, per sua natura è ordinata alla comunione e al bene dei coniugi e alla generazione ed educazione dei figli. L’unione matrimoniale, secondo l’originario disegno divino, è indissolubile, come afferma Gesù Cristo: «Quello che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi» (Mc 10,9).
Cristo però non evidenzia soltanto l’indissolubilità del Matrimonio ma ristabilisce l’ordine iniziale voluto da Dio e dona la grazia per vivere il Matrimonio nella nuova dignità di Sacramento, che è il segno del suo amore sponsale per la Chiesa: «Voi mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa» (Ef 5,25). Con la celebrazione del matrimonio si costituisce una nuova famiglia chiamata chiesa domestica perché essa manifesta ed attua la natura comunionale e familiare della Chiesa come famiglia di Dio. Ciascun membro, secondo il proprio ruolo contribuisce a fare della famiglia una comunità dove l’individuo scoprirà e potenzierà le proprie virtù umane e cristiane, il luogo del primo annuncio della fede ai figli. Noi cristiani oggi dovremmo serenamente rileggere le parole di Papa Ratzinger nel discorso del 22 dicembre 2012 per gli auguri natalizi alla curia romana. Egli disse che nelle mutazioni e deformazioni che minacciano la famiglia, con la pretesa dei cosiddetti presunti “nuovi diritti”, con la ridefinizione del matrimonio, con l’abrogazione della paternità e maternità, è in gioco niente di meno che l’identità umana: senza le relazioni costitutive che ci danno identità – figlio, padre, madre, sposo e sposa, fratello e sorella – l’uomo è solo un individuo fragile manipolabile da parte del potere. Ma la questione è anche radicalmente teologica: è in gioco cioè il linguaggio originario dell’umano, di cui si è servito Dio nella Rivelazione per parlarci. Che parole ci resteranno per parlare di Dio senza il lessico di queste relazioni familiari? Nella personale affermazione della mia identità cristiana ritengo che un conto è il rispetto dovuto a tutte le persone indipendentemente dal loro orientamento sessuale, un conto sono i diritti della famiglia autentica, base del bene comune della società. Dal Matrimonio nasce una famiglia prima cellula della società: frantumare e deformare la famiglia significa farlo alla società e ad ogni suo legame.
Stefania Maria Ianne
















