Pubblicato in: Ven, Lug 3rd, 2015

Matrimoni… Quel “sì” sempre più in crisi

Dottrina Cristiana/Il Sacramento dei Coniugi… 

IMPORTANZA DI UN DONO VOCAZIONE PER LA FAMIGLIA

Giuridicamente il matrimonio è l’atto celebrato innanzi all’ufficia­le di stato civile (matrimonio civile) o innanzi ad uno dei mini­stri del culto cattolico (matrimonio concordatario) con il quale i coniugi intendono realizzare una comunione di vita spirituale e materiale che si attua attraverso la convivenza, l’assistenza, il rispetto reciproco e la ricerca di un indirizzo di vita unitario. Nel nostro ordinamento si fa riferimento al marito (dal latino maritus ossia maschio) ed alla moglie ( dal latino mulier ossia donna) nonché ai rispettivi diritti e doveri in qualità di coniugi, non prevedendo la possibilità di celebrare il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ad oggi , infatti, in Italia stante il diritto vigente, non sono stati celebrati matrimoni gay nonostante il dibattito di coloro i quali ritengono che non esiste alcuna norma di diritto positivo che neghi tale possibilità. Nel Catechismo per adulti si legge che il matrimonio è un Sacramento e poiché esso stabilisce i coniugi in uno stato pubblico di vita nella Chiesa, la sua celebrazione liturgica è pubblica, fatta cioè alla presenza del sacerdote e degli altri testimoni. Attraverso il Matri­monio sacramentale Dio, che è amore e che ha creato l’uomo per amore, l’ha chiamato ad amare. Creando l’uomo e la donna, li ha chiamati nel Matrimonio ad un’intima co­munione di vita e di amore fra loro, «così che non sono più due, ma una car­ne sola» (Mt 19,6). L’unione matrimoniale dell’uomo e della donna, fondata e strutturata con leggi proprie dal Creatore, per sua natura è ordinata alla comunione e al bene dei coniugi e alla generazione ed educazione dei figli. L’unione matrimoniale, secondo l’originario disegno divino, è indissolubile, come afferma Gesù Cristo: «Quello che Dio ha congiunto, l’uomo non lo se­pari» (Mc 10,9).

Matrimony

Cristo però non evidenzia soltanto l’indissolubilità del Ma­trimonio ma ristabilisce l’ordine iniziale voluto da Dio e dona la grazia per vivere il Matrimonio nella nuova dignità di Sacramento, che è il segno del suo amore sponsale per la Chiesa: «Voi mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa» (Ef 5,25). Con la celebrazione del matrimonio si costituisce una nuova famiglia chiamata chiesa domestica perché essa mani­festa ed attua la natura comunionale e familiare della Chiesa come famiglia di Dio. Ciascun membro, secondo il proprio ruolo contribuisce a fare della famiglia una comunità dove l’individuo scoprirà e potenzierà le proprie virtù umane e cristiane, il luogo del primo annuncio della fede ai figli. Noi cristia­ni oggi dovremmo serenamente rileggere le parole di Papa Ratzinger nel discorso del 22 dicembre 2012 per gli auguri natalizi alla curia romana. Egli disse che nelle mutazioni e deformazioni che minacciano la famiglia, con la pretesa dei cosiddetti presunti “nuovi diritti”, con la ridefinizione del ma­trimonio, con l’abrogazione della paternità e maternità, è in gioco niente di meno che l’identità umana: senza le relazioni costitutive che ci danno identi­tà – figlio, padre, madre, sposo e sposa, fratello e sorella – l’uomo è solo un individuo fragile manipolabile da parte del potere. Ma la questione è anche radicalmente teologica: è in gioco cioè il linguaggio originario dell’umano, di cui si è servito Dio nella Rivelazione per parlarci. Che parole ci resteran­no per parlare di Dio senza il lessico di queste relazioni familiari? Nella personale affermazione della mia identità cristiana ritengo che un con­to è il rispetto dovuto a tutte le persone indipendentemente dal loro orienta­mento sessuale, un conto sono i diritti della famiglia autentica, base del bene comune della società. Dal Matrimonio nasce una famiglia prima cellula della società: frantumare e deformare la famiglia significa farlo alla società e ad ogni suo legame.

Stefania Maria Ianne

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