Melendugno/La Solidarietà, stile di vita comune
IL PARROCO/LA CARITAS, VERO PUNTO DI RIFERIMENTO NEL PAESE
Come vive questo periodo di crisi la Caritas?
Dopo la Visita pastorale dell’Arcivescovo, celebrata nel gennaio 2012, la comunità melendugnese ha rinnovato il Consiglio pastorale e la Caritas. La nuova Caritas è ora composta da tre membri di diritto, parroco, vicario e diacono permanente, e da sette membri designati, tra cui un’assistente sociale, un legale, uno psicologo e una mediatrice familiare. L’organismo pastorale così rinnovato si trova a fronteggiare richieste di vario genere. Rispetto al periodo precedente la crisi, le domande sono aumentare sensibilmente sia di numero sia di genere.
Quali sono i settori-aspetti che più ne hanno risentito?
La ristrutturazione della Caritas è stata preceduta da un periodo di osservazione, in cui si è preparato il terreno per la nascita di un Centro d’ascolto. In base ai dati che stiamo raccogliendo da qualche anno, il settore più interessato dalla crisi è l’occupazione con il conseguente calo del potere d’acquisto delle famiglie e l’incremento del numero di famiglie con reddito insufficiente.
A causa della crisi vi sono delle esigenze differenti a cui si deve far fronte?
Il calo del potere d’acquisto di molte famiglie ha indotto un cambiamento di stile di vita rispetto al recente passato e un sensibile incremento del numero delle famiglie che si rivolgono al Centro d’ascolto per chiedere aiuto.
Esiste un piano comunitario per far fronte ai vari disagi?
Il nostro primo obiettivo è quello di consolidare il nuovo Centro d’ascolto. Un’attenta analisi dei dati raccolti sarà la base di un discernimento condiviso all’interno del Consiglio della Caritas, da cui potrà scaturire una strategia operativa che preveda pochi ma incisivi progetti.
In che modo vengono reperite le risorse di cui la Caritas fa utilizzo?
La Caritas parrocchiale vuole agire in rete con i servizi attivati nella diocesi e sul territorio. Alcuni progetti specifici saranno condivisi con l’intera comunità parrocchiale a cui si potrà ricorrere per chiedere un contributo anche economico.
Si nota una maggiore difficoltà nel farlo?
La crisi si rileva anche nel sensibile calo delle questue domenicali. Per questo non è facile chiedere ai fedeli un contributo supplementare.
Quanto è importante in questo momento “buio” la Caritas?
Oggi più che mai la Caritas rappresenta un punto di riferimento per un numero crescente di famiglie, non solo per chiedere aiuti materiali ma anche per trovare ascolto e accoglienza.
Quali gli obiettivi che si è prefissa e in che modo intende raggiungerli?
Sicuramente il primo obiettivo è quello di consolidare il nostro Centro d’ascolto. Un’attenta analisi delle domande sarà la premessa di un pacato discernimento del Consiglio che potrà mettere a fuoco le priorità e solo dopo attivare alcuni incisivi progetti specifici. Posso anticipare che stiamo ipotizzando un progetto di sostegno scolastico per gli alunni dell’Istituto comprensivo di Melendugno e un progetto di sostegno ai minori afflitti dal disagio familiare.
Concludiamo con un commento del Parroco guida spirituale del paese. Come è cambiato il territorio melendugnese in questo periodo di difficoltà generale?
Parlando da un punto di vista economico, il calo del potere d’acquisto delle famiglie ha provocato un cambiamento nello stile di vita rispetto al periodo precedente la crisi. Le famiglie si sono concentrate sull’acquisto dei beni essenziali e hanno tralasciato i beni e le abitudini ritenuti meno necessari. Per quanto riguarda la situazione nel sociale, questo cosiddetto ‘male comune’ ha predisposto a nuove forme di condivisione e solidarietà. Ma non si può negare che un contesto in cui le difficoltà si sono accresciute ha finito per acuire le tensioni e i conflitti interpersonali.
Pagine a cura di Chiara Luna Candido
















