Minghi a Lecce: il Beato Woijtila, il Papa che parlava al mondo
È forte in ognuno di noi il ricordo di un Papa grande come il Beato Giovanni Paolo II. L’Arcivescovo di Lecce, Mons. Domenico D’Ambrosio, ha affermato con il sorriso sulle labbra “Sono una reliquia per contatto di Giovanni Paolo II, perché ho avuto la grande fortuna di essere nominato ed ordinato vescovo da Karol Wojtyla, il 6 gennaio 1990”. Si è aperto così l’incontro svoltosi ieri mattina nel Seminario Antico di Lecce, dal titolo “Un incontro indimenticabile”- testimonianze sul Beato Giovanni Paolo II.
L’Arcivescovo ha ricordato alcune delle circostanze in cui ha potuto parlare con il Santo Padre. “Ogni incontro con Giovanni Paolo II era un dono e una grazia. Lui aveva la pazienza di salutarci e incontrarci uno per uno, quando avevamo le assemblee dei vescovi italiani. Aveva la capacità di entrare subito negli occhi dell’interlocutore e di scavarvi dentro. Ed era una benedizione”.
Marcello Favale che ha moderato la conversazione, ha sottolineato che, spesso, anche i laici che lo hanno incrociato “non hanno potuto esimersi dal subire il suo fascino”.
Come d’altronde è accaduto al pittore di Poggiardo Giuseppe Afrune, che ha parlato della propria esperienza di vita, spiegando come le sue scelte artistiche e spirituali si siano invertite dopo l’ incontro con il Pontefice. Era evidente lo stupore con cui l’artista si chiedeva come un uomo sia riuscito a sconvolgere così a sua vita. Incontrò quattro volte Giovanni Paolo II, particolarmente colpito dalla luce che aveva posto in un ritratto a lui dedicato, tanto da chiedergli se qualcuno gli avesse suggerito di disporre la luce in quel determinato modo; l’ultima udienza con papa Wojtyla avvenne invece tre mesi prima della sua morte.
Alessandro Carriero, Presidente di Forlife Onlus, ha raccontato i grandi traguardi e i momenti più importanti di questa associazione senza fini di lucro, che si propone di dare un sostegno materiale a chi ha più bisogno, in Italia e nel mondo, per annunciare agli astanti il quinto “Concerto per la vita”, previsto per ieri sera. E’ stato poi particolarmente accorato il discorso con cui P. Rafael Jaworski, il referente di ForLIFE per il Burkina Faso, ha ricordato come i polacchi abbiano vissuto dall’interno il miracolo storico che l’operato di Karol Wojtyla ha compiuto dopo uno dei momenti più drammatici per quel Paese, mantenendo la promessa di un mondo migliore, che aveva fatto ai suoi conterranei, sempre presenti nel suo cuore durante tutto il pontificato.
“Giovanni Paolo II aveva capito tutto dei mass media, ma questi non avevano capito nulla di lui” ha affermato il cantautore italiano Amedeo Minghi, che ha messo in evidenza la modernità di quest’uomo che ha saputo parlare a chi non la pensava come lui, ed è riuscito a comunicare i suoi messaggi a tutto il mondo e a tutte le generazioni per la sua predisposizione all’ascolto e all’utilizzo efficace dei mezzi di comunicazione di massa. Dietro il videoclip di “Un uomo venuto da molto lontano”, il primo in cui compaia ufficialmente un Pontefice in veste di protagonista, “c’è un discorso molto più complesso. Non avevamo capito che, con quel video, Giovanni Paolo II stava facendo Catechesi”.
Grazia Pia Licheri















