Pubblicato in: Sab, Ott 27th, 2012

Mons. Caliandro, l’amore in letizia e fedeltà

La Chiesadi Nardò-Gallipoli saluta il Presule nominato Arcivescovo di Brindisi-Ostuni/Ha educato la nostra comunità diocesana ad amare tutti e soprattutto i poveri. 

“Il feeling con i giovani animato dall’atteggiamento di ascolto e semplicità che conquista i cuori”.

“Anche se col cuore velato da tristezza, ma sempre aperto alle sorprese dello Spirito, desideriamo esprimere gratitudine al Signore che ha dato alla nostra Chiesa di Nardò-Gallipoli un pastore saggio e fedele, secondo il cuore di Dio”. È con queste parole che, a nome della Chiesa diocesana, ho voluto salutare il nostro pastore. Parole che portano dentro tutto il peso dell’opera apostolica compiuta da mons. Caliandro con perizia e pru­denza nella nostra diocesi nerito-galli­politana, lasciandoci un ricco bagaglio di esperienze e intuizioni pastorali.

Sulla scia del compianto mons. Vit­torio Fusco, egli ha saputo fare della nostra diocesi una espressione visibile della salvezza operata da Cristo ri­spondendo a quella che è la vocazione propria di ogni Chiesa particolare nella grande Chiesa universale. Egli ha educato la nostra Comunità dioce­sana ad amare il Signore nell’Euca­restia per essere verso tutti, e i poveri soprattutto, espressione dell’amore di Dio attraverso l’aiuto e l’ascolto umile e sincero col quale ha sempre accolto tutti noi, senza formalità e distanza.

Segno quanto mai esplicativo della sensibilità teologica e spirituale di mons. Caliandro è certamente la sua attenzione all’opera vocazionale: essa ha avuto un impulso non indifferente dalla Scuola di preghiera dei giovani, che il Vescovo ha voluto impiantare stabilmente nella nostra Chiesa locale, con appuntamenti mensili ai quali non faceva mancare quasi mai la sua pre­senza, mettendosi in mezzo ai giovani, per ascoltarli nel ministero della ricon­ciliazione e nel dialogo in assemblea.

Nella stessa direzione va collocata la sua spiccata attenzione per i seminari­sti e per i preti giovani, anch’essi se­guiti sempre in modo personale e con incontri regolari in gruppo per dare loro modo di confrontarsi, esprimersi e arricchirsi reciprocamente con le esperienze dei primi passi nell’aposto­lato o degli studi teologici.

Grande è stato anche l’impegno del Vescovo a rinnovare le comunità clau­strali, indicando i monasteri a tutta la comunità diocesana come dono pre­zioso e cuore pulsante della Chiesa.

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