Moriero, felice di tornare al Lecce
Presentato il nuovo allenatore. Fissate anche date e località del ritiro.
Un altro salentino doc (il quinto nella storia ultracentenaria della società) sulla panchina del Lecce. Si chiama Francesco (Checco per tifosi ed amici) Moriero, ha 44 anni, sposato , padre di due figli, di ritorno a Lecce dopo un’assenza di ben 21 anni, avendo finito di indossare la maglia giallorossa nel giugno del 1992 prima di essere trasferito al Cagliari. La famiglia Tesoro ha scelto questo giovane e rampante tecnico dopo una lunga e ponderata riflessione nel corso della quale sono stati scartati allenatori del calibro di Dionigi, Tesser, Vecchi e Giannini.
Anche leccese doc è il vice-Moriero: vale a dire Sandro Morello, la scorsa stagione alla guida della formazione Giovanissimi nazionali del Lecce, nato e cresciuto calcisticamente parlando insieme con il neo tecnico leccese. Accanto a loro due, opereranno il preparatore dei portieri Raffaele Di Fusco ed il preparatore atletico Donatello Matarangolo (ex Grosseto). Scelta anche la sede del ritiro precampionato che si svolgerà in due trances: la prima dal 14 al 28 luglio a Monte Copiolo nelle Marche; la seconda fase sarà decisa a seconda di come andranno le cose in Coppa Italia che avrà inizio a metà agosto.
Dunque, il Lecce riparte in Lega Pro sotto la “guida” di un figlio della sua terra. Quel Checco Moriero che, come scritto, sarà il quinto tecnico sulla panchina giallorossa, dopo le esperienze di Mimmo Renna, Aldo Sensibile, Roberto Rizzo ed Antonio Toma. Un’eredità pesante per Moriero, calciatore talentuoso, capace di indossare maglie di prestigio come quelle di Cagliari, Roma, Milan, Inter, Napoli e dal 1990 al 2000 anche quelle azzurre dell’Under 21 e della Nazionale maggiore in forza alla quale ha disputato il Mondiale del 1998, segnando due gol bellissimi (uno in rovesciata) al Paraguay. Insomma, una carriera brillantissima da calciatore, non proprio esaltante come tecnico, salvo la parentesi di Crotone (serie C) quando vinse il campionato.
In precedenza Checco Moriero aveva allenato senza grandi successi l’Africa Sport, poi il Lanciano, poi il Frosinone, quindi il Grosseto per due volte ed il Lugano. Negativa anche l’esperienza vissuta l’anno scorso (serie B) alla guida del Grosseto, a fine anno retrocesso. Dal 30 giugno scorso, Moriero è stato chiamato a dirigere il Lecce e, come ha più volte dichiarato, “finalmente si è concretizzato un sogno atteso da sempre. Più che allenare il Milan, l’Inter o qualche altra squadra blasonata, la mia più grande aspirazione era quella di allenare il Lecce.
Grazie alla famiglia Tesoro questo mio sogno si è avverato”. Entusiasmo alle stelle fra i tifosi per l’ingaggio di Moriero come tecnico del Lecce. Lo hanno salutato con grandi apprezzamenti di stima e simpatia sui vari siti giallorossi oltre numerosi fans anche alcuni personaggi politici come il Sindaco Perrone e del mondo calcistico da Carletto Mazzone (grazie al quale Moriero è diventato un grande ndr) a mister Eugenio Fascetti che, in alcune interviste sulla stampa, ha dichiarato che “Moriero è da considerare l’allenatore giusto per rilanciare la squadra e farla tornare nuovamente in B”. Felicissimo della scelta fatta dai Tesoro si è dimostrato lo stesso Checco Moriero il quale, nella conferenza-stampa di presentazione avvenuta lunedì mattina, ha espresso “profonda gratitudine ai dirigenti del Lecce” e fatto sapere che “oltre ad essere un motivo d’orgoglio perché è la squadra della mia città, il Lecce rappresenterà un autentico trampolino di lancio per la mia carriera”. “Con la dirigenza – ha aggiunto Moriero – abbiamo raggiunto subito una perfetta sintonia, dal momento che entrambi vogliamo allestire una squadra composta da giocatori e da uomini che lottino e sudino questa maglia”.
“Le mie squadre hanno avuto un solo obiettivo: esprimere sempre un gioco offensivo, ordinato e non scriteriato. Come formula tattica potrei proporre un Lecce modellato sul “4-2-3-1” o “4-4-2” ma si tratta di solo formule ed io non intendo fossilizzarmi. Le cose fondamentali saranno due: corsa ed applicazione delle due fasi, offensiva e difensiva”. Molto chiare anche le dichiarazioni su quello che potrà essere il nuovo Lecce. “Non abbiamo parlato di serie B, ma costruiremo una squadra – ha detto Moriero – capace di dare battaglia a tutti, senza mai avere paura di nessuno. Chi verrà a giocare a Lecce dovrà comprendere l’importanza della maglia che indosserà. E credo che sarà sufficiente questo per capire che tipo di giocatori sceglieremo con il direttore Tesoro. Personalmente, non ho preferenze per giovani o meno giovani. Giocherà chi in suderà e darà sempre il meglio di se stesso. In campo e fuori”.
Umberto Verri
















