Pubblicato in: Ven, Mar 20th, 2015

Non una Grande Guerra ma una Guerra Grande

Convegno storico-didattico organizzato all’IISS “Galilei-Costa” di Lecce dalle Guardie d’Onore del Pantheon di Roma.

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Cartolina 1ª Guerra Mondiale, Fondo Baldini, Bologna

“Si vive solo due volte. La secon­da nella memoria!”. È questo lo spirito con cui è stato affrontato ed organizzato dall’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon di Roma, Delegazione di Lecce, il convegno, moderato da Valentino Latorre, Responsabile Regionale del “Gruppo Savoia”, del 14 marzo scorso svoltosi nell’Auditorium “Luigi Russo” dell’IISS “Galilei-Costa” di Lecce sul Centenario della Prima Guerra Mondiale (1915-2015). “Trattiamo argomenti inerenti la guerra – ha puntualiz­zato il Delegato Provinciale Luigi Mazza – non perché ne siamo orgogliosi. Gli obiettivi di tutti, quanto mai oggi, devono necessariamente tendere all’edificazione della pace, ma in quanto cittadini e spesso discendenti di combattenti, reduci o caduti abbiamo l’eguale do­vere di non dimenticare quanti con spirito di sacrificio hanno sul fronte italiano tenuto testa al nemico com­piendo azioni ardimentose, dalle cime delle Alpi alle pietraie del Carso, oltre il Mincio e il Piave. Nostri concittadini che affrontarono la guerra con dignità e onore. Tutto ciò affinché i giovani sappiano e non dimentichino gli errori, le sconfitte e le vittorie, che rappresentano la naturale conclusione del percorso risorgimentale che ha portato all’unità della Nazione”.

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Sotto l’alto patronato della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di numerose istituzioni la conferenza ha avuto altresì scopo didattico conferendo crediti forma­tivi agli studenti partecipanti, necessari per l’accesso all’esame di maturità. I quattro insigni relatori: i Proff. Tommaso Bucci, Gianni Donno, Ciro Romano e il Gen. Salvatore Chiriatti hanno focalizzato la vicenda storico-bellica di questo grande conflitto che più ha messo alla prova l’ingegneria militare italiana che, ancor priva della mo­derna concezione di armamenti e tecnologie superiori, si basava solamente sull’abilità dei propri strateghi e sul coraggio dei propri uomini.

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Tra gli argomenti trattati la questione della Battaglia di Caporetto: disfatta o brillante strategia? Quesito alquanto provocatorio ma essenziale che demolisce un tratto della storiografia ufficiale, solo nell’accezione sconfitta, definendola una ritirata strategica, da un input dettato altresì dall’Enciclopedia Treccani, poiché era, probabilmente, già deciso che ci si dovesse difendere altrove. Infatti, fu proprio il Re Vittorio Emanuele III a risolvere la questione con un cambio al vertice, ovvero sostituendo il Gen. Cadorna con il Gen. Diaz.

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Gen. Luigi Cadorna e Re Vittorio Emanuele III

Indub­biamente il Re nel Convegno di Peschiera orientò le sorti belliche successive verso Vittorio Veneto e, poi, all’unificazione delle Tre Venezie. Risultato ottenuto col sangue e col valore di quanti contribuirono a costruire ciò che oggi appare scontato ma che è costato tante, troppe vite. È saggio, è probo rammemorare e tramandare poiché la nostra memoria è la loro seconda vita!

Christian Tarantino

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