Pubblicato in: Sab, Set 12th, 2015

Nuovi pericoli in agguato… Sul motorino in due.Basta avere sedici anni

L’istruttore Luigi Antonica presenta le novità introdotte dalla normativa. Estesa la responsabilità per il passeggero. 

motorino

“I giovani sono impreparati alla guida e uno dei motivi è lo scarso utilizzo dei primi mezzi di locomozione come la bicicletta, che in un certo senso abitua sia a una prima guida, sia a muoversi in mezzo al traffico. Ritengo, inoltre, che i corsi che si fanno per conseguire la patente per il ciclomotore, dovrebbero essere comparati a quelli che si svolgono per le patenti superiori”. 

È entrata in vigore solo da pochi giorni la nuo­va legge che permette di andare in due su un motorino anche a 16 anni, purché in pos­sesso della patente AM, A1, B1, i motorini sono quel­li a due o tre ruote dalla cilindra­ta massima di 50 cc, oppure moto dalla cilindrata massima di 125 cc (o tricicli dalla potenza massima di 15 kilowatt), naturalmente i mezzi devono avere l’omologazione per il trasporto di un’altra persona oltre al conducente. Il limite in prece­denza riguardava i 18 anni, men­tre rimane in vigore il divieto di circolazione solo per i 14-15enni. Si apre così un nuovo capitolo in materia di guida e si chiude un lungo contenzioso con l’Europa in merito alle violazioni di norme che riguardano il codice della strada è, per le quali erano stati aperti nei confronti del nostro Paese sia una procedura di infrazione, sia un caso di precontenzioso. La Legge euro­pea AC 2977 2014 che all’articolo 9 “interviene in materia di requisiti per il rilascio delle patenti di guida e di requisiti richiesti agli esamina­tori ed elimina alcune limitazioni alla guida dei minorenni titolari di patenti”, e che è stata tradotta in Italia nella legge 115 del 29 luglio scorso e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 3 agosto, ha modifica­ to principalmente gli articoli 115 e 116 del Codice della Strada. Di questi cambiamenti legislativi par­liamo con Luigi Antonica forma­tore ed istruttore della omonima Scuola Guida.

Quali sono le principali novità di questa legge?

Già da tempo si era provveduto ad estendere la responsabilità pe­nale a partire dai 14 anni, ora si tende a dare la responsabilità del trasporto passeggero anche ad un minorenne, forse considerando una sempre maggiore emancipazione.

Cosa cambia rispetto al passato?

Insieme alla legge entra in vi­gore una maggiore libertà e una spregiudicata libera iniziativa ma il problema è che togliere i paletti a volte non porta ad una crescita cul­turale di ragazzi, che per altro sono sempre meno responsabili, ma anzi comporta una sensibile riduzione della sicurezza sulle strade. Ad un crescente rischio derivante dalla circolazione di veicoli performanti, non corrisponde una preparazione adeguata degli allievi alla gestione dei veicoli sulle strade nella vita giornaliera. Credo che queste leggi non siano dettate da vere necessità di regolamentazione, ma che siano derivanti da scelte economiche finalizzata a dare sviluppo ad alcune fasce di mercato che, nel tempo, stanno perdendo consenso..

Foto Luigi Antonica

Quali sono i pro e contro di que­sta legge?

Ritengo che non ci siano veri vantaggi soprattutto per quanto riguarda la sicurezza e la gestione dei parchi veicolari, e sorge anche il duplice problema di porre il mi­norenne nella condizione di rispon­dere per l’altro soggetto trasporta­to, e di rivedere le responsabilità degli adulti in caso di incidente. Tutto questo senza considerare il fatto che, a parte la normativa europea, non c’è mai stata una richiesta esplicita in tal senso da parte degli utenti mentre più volte si è spinto per rendere obbligatori i svolgere corsi di guida sicura.

L’entrata in vigore di questa leg­ge determinerà l’introduzione di una formazione speciale o diver­sa per i giovani motociclisti?

Poche sono le autoscuole che offrono corsi supplementari per un’adeguata formazione, noi con la nostra esperienza maturata in 40 anni di attività abbiamo scelto di affiliarci al network delle auto­scuole ACI per offrire, come inte­grazione ai normali corsi di prepa­razione, un corso gratuito di guida sicura supportati da istruttori del centro internazionale di Vallelun­ga. Tutto questo nell’ottica di pre­parare allievi sempre più consape­voli dei rischi e degli imprevisti che potrebbero nascere sulla strada, uscire dai tecnicismi degli esami e sviluppare maggiore coscienza in ogni allievo. Questo dovrebbe esse­re l’orientamento della formazione cioè non dare spot pubblicitari ma risposte concrete ad una sempre maggiore necessità di sicurezza.

In base alla sua esperienza i ra­gazzi sono consapevoli delle re­sponsabilità e dei rischi che com­porta la guida di un ciclomotore?

A mio parere i giovani sono impreparati alla guida e uno dei motivi è lo scarso utilizzo dei primi mezzi di locomozione come la bici­cletta, che in un certo senso abitua sia a una prima guida, sia a muo­versi in mezzo al traffico. Ritengo, inoltre, che i corsi che si fanno per conseguire la patente AM cioè quella per il ciclomotore, dovreb­bero essere comparati a quelli che si svolgono per le patenti superio­ri. Se poi a questo aggiungiamo la constatazione di una cultura comu­ne della disattenzione e del man­cato rispetto delle regole del traf­fico, risulta evidente che la strada diventa un luogo pericolo per tutti, non solo per i sedicenni alla guida del motociclo. 

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