Nuovi pericoli in agguato… Sul motorino in due.Basta avere sedici anni
L’istruttore Luigi Antonica presenta le novità introdotte dalla normativa. Estesa la responsabilità per il passeggero.
“I giovani sono impreparati alla guida e uno dei motivi è lo scarso utilizzo dei primi mezzi di locomozione come la bicicletta, che in un certo senso abitua sia a una prima guida, sia a muoversi in mezzo al traffico. Ritengo, inoltre, che i corsi che si fanno per conseguire la patente per il ciclomotore, dovrebbero essere comparati a quelli che si svolgono per le patenti superiori”.
È entrata in vigore solo da pochi giorni la nuova legge che permette di andare in due su un motorino anche a 16 anni, purché in possesso della patente AM, A1, B1, i motorini sono quelli a due o tre ruote dalla cilindrata massima di 50 cc, oppure moto dalla cilindrata massima di 125 cc (o tricicli dalla potenza massima di 15 kilowatt), naturalmente i mezzi devono avere l’omologazione per il trasporto di un’altra persona oltre al conducente. Il limite in precedenza riguardava i 18 anni, mentre rimane in vigore il divieto di circolazione solo per i 14-15enni. Si apre così un nuovo capitolo in materia di guida e si chiude un lungo contenzioso con l’Europa in merito alle violazioni di norme che riguardano il codice della strada è, per le quali erano stati aperti nei confronti del nostro Paese sia una procedura di infrazione, sia un caso di precontenzioso. La Legge europea AC 2977 2014 che all’articolo 9 “interviene in materia di requisiti per il rilascio delle patenti di guida e di requisiti richiesti agli esaminatori ed elimina alcune limitazioni alla guida dei minorenni titolari di patenti”, e che è stata tradotta in Italia nella legge 115 del 29 luglio scorso e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 3 agosto, ha modifica to principalmente gli articoli 115 e 116 del Codice della Strada. Di questi cambiamenti legislativi parliamo con Luigi Antonica formatore ed istruttore della omonima Scuola Guida.
Quali sono le principali novità di questa legge?
Già da tempo si era provveduto ad estendere la responsabilità penale a partire dai 14 anni, ora si tende a dare la responsabilità del trasporto passeggero anche ad un minorenne, forse considerando una sempre maggiore emancipazione.
Cosa cambia rispetto al passato?
Insieme alla legge entra in vigore una maggiore libertà e una spregiudicata libera iniziativa ma il problema è che togliere i paletti a volte non porta ad una crescita culturale di ragazzi, che per altro sono sempre meno responsabili, ma anzi comporta una sensibile riduzione della sicurezza sulle strade. Ad un crescente rischio derivante dalla circolazione di veicoli performanti, non corrisponde una preparazione adeguata degli allievi alla gestione dei veicoli sulle strade nella vita giornaliera. Credo che queste leggi non siano dettate da vere necessità di regolamentazione, ma che siano derivanti da scelte economiche finalizzata a dare sviluppo ad alcune fasce di mercato che, nel tempo, stanno perdendo consenso..
Quali sono i pro e contro di questa legge?
Ritengo che non ci siano veri vantaggi soprattutto per quanto riguarda la sicurezza e la gestione dei parchi veicolari, e sorge anche il duplice problema di porre il minorenne nella condizione di rispondere per l’altro soggetto trasportato, e di rivedere le responsabilità degli adulti in caso di incidente. Tutto questo senza considerare il fatto che, a parte la normativa europea, non c’è mai stata una richiesta esplicita in tal senso da parte degli utenti mentre più volte si è spinto per rendere obbligatori i svolgere corsi di guida sicura.
L’entrata in vigore di questa legge determinerà l’introduzione di una formazione speciale o diversa per i giovani motociclisti?
Poche sono le autoscuole che offrono corsi supplementari per un’adeguata formazione, noi con la nostra esperienza maturata in 40 anni di attività abbiamo scelto di affiliarci al network delle autoscuole ACI per offrire, come integrazione ai normali corsi di preparazione, un corso gratuito di guida sicura supportati da istruttori del centro internazionale di Vallelunga. Tutto questo nell’ottica di preparare allievi sempre più consapevoli dei rischi e degli imprevisti che potrebbero nascere sulla strada, uscire dai tecnicismi degli esami e sviluppare maggiore coscienza in ogni allievo. Questo dovrebbe essere l’orientamento della formazione cioè non dare spot pubblicitari ma risposte concrete ad una sempre maggiore necessità di sicurezza.
In base alla sua esperienza i ragazzi sono consapevoli delle responsabilità e dei rischi che comporta la guida di un ciclomotore?
A mio parere i giovani sono impreparati alla guida e uno dei motivi è lo scarso utilizzo dei primi mezzi di locomozione come la bicicletta, che in un certo senso abitua sia a una prima guida, sia a muoversi in mezzo al traffico. Ritengo, inoltre, che i corsi che si fanno per conseguire la patente AM cioè quella per il ciclomotore, dovrebbero essere comparati a quelli che si svolgono per le patenti superiori. Se poi a questo aggiungiamo la constatazione di una cultura comune della disattenzione e del mancato rispetto delle regole del traffico, risulta evidente che la strada diventa un luogo pericolo per tutti, non solo per i sedicenni alla guida del motociclo.

















