Oltre la Crisi/Giovani cervelli in fuga
Le storie di due talenti, un ricercatore e un artigiano: lontani da casa per lavorare.
Non c’è giorno che passi, senza che non venga pronunciata, decine di volte, la parola crisi. Ma lo scenario è davvero così fosco? I giovani, in particolare, sono sopraffatti e demotivati a causa di notizie nefaste sulla crisi economica ed il conseguente aumento del numero dei disoccupati. Invece segnali di ottimismo ci sono. Vengono da più parti, da storie di successo che testimoniano che in l’Italia ed anche nel nostro Salento il miracolo è possibile, nonostante la crisi ed i mercati. Due esempi per tutti. Un giovane ricercatore universitario ed un artigiano che ci hanno creduto e coltivato i propri sogni. Storie positive, che hanno come protagonisti l’impegno la costanza e soprattutto il rispetto del proprio talento, delle proprie inclinazioni nonostante i condizionamenti esterni. La storia di un giovane ricercatore che nel silenzio della sua camera, in quella casa della porta accanto, è partito dall’Università del Salento per continuare gli studi a Milano, vincendo poi un concorso come ricercatore nel campo dei trapianti ritrovandosi, neanche trentenne, prima in Polonia, poi in Giappone ed ora a Boston al servizio della scienza e dell’umanità tutta. Storia tessuta nel silenzio, nell’umiltà, nell’impegno mentre, intorno, distratti si sa notare solo ciò che ha poco valore e prepotentemente viene ostentato. Ma anche la storia di un artigiano formatosi all’accademia delle Belle Arti di Lecce e perfezionatosi a Firenze, che ha intrapreso la sua attività sfruttando gli incentivi per il primo impiego, comunemente noti come “prestito d’onore”, divenuto ora una firma emergente nel campo dell’oreficeria. Ha conquistato il favore di importanti maison di moda non solo in Italia e nei paesi Arabi le sue creazioni sono richiestissime. Solo due storie, ma se ne potrebbero raccontare altre che hanno in comune la capacità di sapersi muovere in un mondo in cui la globalizzazione è un’opportunità con l’orgoglio di portare nel mondo la propria Salentinità.
Anna Rita Quarta
I NUMERI/IL 73% ALL’ESTERO VIVE FELICE
Su un campione di quasi mille ricercatori espatriati con un’età compresa tra i 25 ed i 40 anni, il 73% risiede fuori dai confini nazionali felicemente. La restante percentuale invece tornerebbe solo a determinate condizioni: ricongiunzione della carriera acquisita, maggiori redditi, migliore gestione delle risorse destinate alla ricerca e maggiori rapporti tra università e impresa. Lo stato di benessere sociale e lavorativo raggiunto negli altri paesi è infatti giudicato molto soddisfacente, e la quasi totalità ritiene non meritocratico l’accesso ai finanziamenti per la ricerca in Italia. Nel 95,7% dei casi i nostri migliori cervelli emigrano per inseguire migliori opportunità occupazionali. Più nello specifico, i principali fattori di richiamo risiedono nell’efficace organizzazione del lavoro, nelle sue strutture, nelle politiche applicate e nelle prospettive di carriera. L’indagine però non si ferma ai cervelli in fuga. Dall’analisi di un campione di 3575 individui tra precari e non, è risultato che la maggiore tendenza a emigrare è legata ai più giovani (due su cinque tra i 25-30enni), e al contempo questa percentuale si riduce con il crescere dell’età. I motivi? È l’attaccamento alla famiglia a primeggiare (per quattro intervistati su cinque), seguita dai rapporti sociali e dall’adattamento al sistema universitario nazionale. Quello che invece spinge ad andare via è per l’83% la maggiore valorizzazione delle proprie competenze, seguita dai maggiori redditi, dalle opportunità occupazionali, e perfino dall’eccessiva e farraginosa burocrazia italiana (per il 42%). E naturalmente i dati fanno registrare di riflesso anche la pessima opinione sullo stato delle cose in Italia in fatto di ricerca. Non è un caso se solo uno su sette ritiene di vivere in un ambiente lavorativo “con un’alta percezione del benessere organizzativo”, mentre tra quelli che vivono all’estero la percentuale sale a nove su dieci.
Fonte italian researchers abroad studio 2009
















