Pubblicato in: Gio, Set 10th, 2015

Panoramiche/Passione Drone… Ora ci vuole la patente

La continua crescita del mercato ha innescato la necessità di un regolamento vero e proprio cui fare riferimento. 

drone

L’evoluzione della tecnologia ci fornisce conti­nuamente nuovi strumenti da utilizzare nella vita quotidia­na in ogni campo, da quello professionale a quello ludico. Ma non sempre l’utilizzo delle nuove tecnologie è le­cito o completamente legale. Un esempio che recentemen­te ha attirato le attenzioni di molti, è l’utilizzo dei droni. Infatti fino a pochi mesi fa chi pilotava uno di quei robot alati, secondo l’ingegner Carmine Ciardi, direttore regolazione navigabilità dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, volava in “una zona grigia che sfo­ciava nell’illegalità”. Infatti, nonostante i continui dibat­titi a riguardo, i droni sono considerati aeromobili e non aereomodelli. Perciò dal 30 aprile 2015 è entrato in vigo­ re un vero e proprio regola­mento per l’utilizzo dei droni. Innanzitutto per poter guidare un drone bisognerà consegui­re una vera e propria patente, specifica per il modello che si intende guidare. Per entrare in possesso di questa patente sono necessari alcuni requisi­ti, come il compimento della maggiore età, un attestato di volo civile o sportivo, che certifichi la conoscenza delle regole dell’aria, ed infine serve un certificato medico di tipo aeronautico. Il regola­mento prevede anche una differenziazione tra droni superiori e inferiori ai 25 kg di peso. Infatti i droni che superano questo peso devono provenire da una produzione industria­le, mentre gli altri posso­no anche essere costruiti artigianalmente.

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Inoltre per pilotare un drone che supera i 25 kg l’operatore dovrà richiedere all’Enac l’autoriz­zazione per l’utilizzo, mentre per gli apparecchi più piccoli il pilota del drone potrà autocertificarsi. È semplice intuire che ogni drone, in quanto aereomobile, dovrà essere assicurato, anche in base all’utilizzo che se ne farà. Nel regolamento, infatti, è contemplata la distinzione tra operazioni non critiche, e cioè con un drone che vola ad altezze di massimo 70 metri e opera su raggio di massimo 200 metri in zone disabitate, e operazioni critiche, in cui il drone può anche raggiungere i 150 metri di altezza e i 500 di raggio in zone affollate. Secondo l’Enac, la conti­nua crescita del mercato dei droni, è stata il motore che ha innescato la necessità di un regolamento vero e proprio a cui fare riferimento. E dato che l’ascesa del mercato continua, si sta cercando di facilitare anche il conseguimento delle relative autorizzazioni. Per questo si stanno formando delle scuole apposite con relativi spazi per la pratica di volo, come, ad esempio, a Grottaglie in Puglia, e si organizzano dei corsi di formazione mirati, come è recentemente accadu­to a Lecce presso le Manifat­ture Knos. Ormai un nuovo strumento si sta facendo spa­zio nella vita di ogni giorno e probabilmente, presto non ci meraviglieremo più quando un drone ci sorvolerà la testa mentre passeggiamo tra le strade della nostra città.

Giovanni Mangiullo

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