Pubblicato in: Sab, Mar 22nd, 2014

Papa Francesco… Perché piace a tutti?

LE 10 PAROLE DI PAPA FRANCESCO 

udienza-generale

CONFESSARE

“Bisogna confessare l’unica gloria: Gesù Cristo crocifisso. Senza confessare Lui, la Chiesa diventerà una Ong ( ) assisten­ziale e non la Sposa del Signo­re. Se non si confessa Gesù Cristo crocefisso, si confessa la mondanità del demonio”

CHIESA POVERA E PER I POVERI

“Oh! Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!”. Non è un’invocazione al paupe­rismo bensì essa è sintesi di un richiamo all’essenziale stile evangelico per essere credibili.

PERIFERIE ESISTENZIALI

“Preferisco una Chiesa incidentata ma aperta che una Chiesa ammalata per chiusura”. È un invito rivolto alla Chiesa di superare gli steccati, e di eliminare la propria autoreferenzialità per porre l’uomo al centro della sua missione evangelizza­trice. Se la Chiesa non fa questo non è più il “mysterium lunae”, e commette il peccato di mondanità spirituale.

GIOIA

Gioia che è diversa dalla semplice allegria. È la Gioia del Vangelo che accompagna l’uo­mo anche nei momenti difficili.

MISERICORDIA

“Dio non si stanca mai di perdonare. Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere per­dono. Un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto”.

Francesco

CAMMINARE

“Bisogna camminare in presenza del Signore, con la croce del Signore”.

EDIFICARE

“Bisogna edificare la Chiesa sul sangue del Signore versa­to sulla Croce”.

RESPONSABILITÀ

“C’è una grande responsa­bilità per noi, i battezzati: annunciare Cristo, portare avanti la Chiesa, questa ma­ternità feconda della Chiesa. Essere cristiano non è fare una carriera in uno studio […]. È un dono che ci fa anda­re avanti con la forza dello Spirito nell’annuncio di Gesù Cristo. Quando la Chiesa non fa crescere e progredire i suoi figli, essa diventa una “Chiesa babysitter””.

GLOBALIZZAZIONE DELL’INDIFFERENZA

“In questo mondo ci si è abituati alla sofferenza dell’altro. La glo­balizzazione dell’indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere e di compatire gli altri”.

OSPEDALE DA CAMPO

“La Chiesa oggi possiamo pensarla come un “ospedale da campo” .[….] C’è bisogno di curare le ferite, tante ferite! C’è tanta gente ferita dai pro­blemi materiali, dagli scandali, anche nella Chiesa … Gente ferita dalle illusioni del mondo … Noi preti dobbiamo essere lì, vicino a questa gente. Mise­ricordia significa prima di tutto curare le ferite”.

Simone Stifani

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