Papa Francesco… Perché piace a tutti?
PICCOLE CURIOSITÀ…
CON SATANA NON SI DIALOGA
Quaresima, occasione per compiere un cammino di conversione, per scegliere la strada dell’essenziale, della sobrietà. E c’è un’immagine che ci viene consegnata in questa prima domenica del tempo quaresimale: il Papa che sale in un pullman con cardinali, vescovi e collaboratori della Curia romana per andare ad Ariccia alla Casa Divin Maestro, non per una vacanza, ma per cinque giorni da trascorrere in riflessione e preghiera. Cammino di conversione dicevamo; nella domenica che ci accompagna all’inizio del cammino verso la Pasqua, la liturgia ci ha offerto il tema delle tentazioni, per ricordarci, con le parole di Sant’Agostino, che nel pellegrinaggio della nostra vita non possiamo essere esentati dalle prove e il nostro progresso si compie proprio attraverso la tentazione. Nessuno può conoscere se stesso se non è tentato, scriveva il Vescovo di Ippona. (Fabio Zavattaro)
LA QUARESIMA?
Non è solo invito alla sobrietà. È “tempo per compiere un cammino di conversione”. Tempo che, con maggiore forza, ci chiama all’obbedienza alla Parola. Questo, ricorda ancora Francesco, “ci dà forza, ci sostiene nella lotta contro la mentalità mondana che abbassa l’uomo al livello dei bisogni primari, facendogli perdere la fame di ciò che è vero, buono e bello, la fame di Dio e del suo amore”. La strada della fede “passa anche attraverso il buio, il dubbio, e si nutre di pazienza e di attesa perseverante”; e chiede a tutti noi di “disfarci degli idoli, delle cose vane, e costruire la nostra vita sull’essenziale”.
LA “FRANCESCHIADE” NON PASSA
Un tempo, quello di Papa Ratzinger, fa notare mons. Celli, “assalito da problematiche che hanno certamente causato sofferenza alla Chiesa”, anche se, rammenta, parlandone con Benedetto XVI, questi lo rassicurò: “Ma questa non è tutta la chiesa!”. “Io penso – ancora parola del presidente del dicastero vaticano – che in realtà la Chiesa non stesse crollando perché non può crollare. E l’arrivo di Papa Francesco ha girato pagina”. Un altro ricordo personale: nei primi tempi del suo pontificato, Papa Bergoglio disse sorridendo a mons. Celli: “‘Vedrà, tra qualche mese la franceschiade passerà’. È passato un anno, e invece la franceschiade non passa perché la gente sta scoprendo il cuore di un pastore” che “sa camminare con l’uomo di oggi”.
DA BENEDETTO A FRANCESCO
Un anno che sembra un secolo “per la svolta impressa da Francesco alla Chiesa”, chiosa don Antonio Sciortino, direttore di “Famiglia Cristiana”, mettendo in guardia dall’errore di chi tende a contrapporre i due Papi. “Questa ‘nuova primavera – assicura – la dobbiamo anche a Benedetto XVI, perché è iniziata con quell’altissimo gesto di governo che è stato la sua rinuncia al ministero petrino”. Tra i due Pontefici “non vi è opposizione, ma continuità pur nella diversità”, e la loro compresenza in Vaticano “non crea problemi alla gente comune; la dietrologia la facciamo piuttosto noi giornalisti”. Secondo don Sciortino, Francesco “rilancia alcuni aspetti del Concilio forse un po’ dimenticati: la collegialità dei vescovi; l’importanza del ruolo dei laici nella Chiesa e, in particolare della donna; la Chiesa come popolo di Dio, in cui tutti hanno la stessa dignità pur nella diversità di ruoli e funzioni”. (a cura di Giovanna Pasqualin Traversa)

















