Pastorale del Turismo… Accogliere e Ascoltare in Missione d’Estate
Come annunciare il Vangelo nei luoghi in cui le famiglie trascorrono le loro vacanze. I consigli dei Parroci.
Proviene dalla Cei “l’incentivo all’impegno pastorale della parrocchia perché, con rinnovato slancio missionario, coltivi e diffonda il Vangelo di Gesù Cristo nei mondi vitali del turismo e dello sport, e continui ad essere fermento vivo nella pratica antica e sempre nuova del pellegrinaggio”. È cosa buona e giusta, dunque, annunciare il Vangelo nel periodo delle vacanze.
“Noi per la città facciamo “estate ragazzi” – dice don Emidio Laterza – e abbiamo 500 partecipanti. Qualcosa del genere si potrebbe organizzare nelle marine, non di giorno, ma la sera. Alcuni villaggi fanno animazione; le parrocchie con i loro operatori pastorali potrebbero attuare progetti di evangelizzazione e proporre serate di adorazione, perchè la gente che crede partecipi. Anche l’accoglienza, come nelle “Notti di Nicodemo” nel corso dell’anno, è fondamentale”.
CAPACI DI COINVOLGERE
“La vacanza è un’occasione speciale – dice don Piero Quarta – per i fedeli che abitualmente non partecipano alla vita di una comunità di appartenenza e nel periodo di riposo possono fruire di un’opportunità di nutrimento della vita interiore. Molto dipende anche se ci sono ministri ordinati e collaboratori, capaci di accogliere, coinvolgere, interessare”.
La persona, libera dai fardelli quotidiani, può godere della natura, dei beni ambientali, creaturali, artistici. Certo, la vacanza è anche una tentazione, perché subentrano proposte di distrazione, di edonismo, di divertimento sfrenato, però c’è molta esigenza e nostalgia di spiritualità. “Bisogna valorizzare in modo intelligente i luoghi di frequentazione turistica per l’incontro con il trascendente, la bellezza nelle sue svariate forme, anche attraverso celebrazioni, liturgie, molto più sobrie, ma vivaci, coinvolgenti, che impegnano molto chi ha questo genere di incarico”.
DISPONIBILI ALLA DIREZIONE SPIRITUALE
“Il tempo della vacanza è favorevole “senza disturbare la quiete dei villeggianti” per annunciare il Vangelo e testimoniare l’Amore di Dio – dice don Antonio Murrone – La gente è più disponibile all’ascolto, agli incontri sia personali con il sacerdote sia comunitari sia alle suggestioni che possono venire dalle comunità cristiane: è un tempo importante per offrire delle proposte ai turisti, ai villeggianti delle varie marine”. Contro ogni piacere smodato le comunità devono offrire momenti di spiritualità, accogliere ed educare. D’estate la pastorale turistica è un volano di contatto con i giovani, con le famiglie. “È rilevante non limitarsi soltanto alle celebrazioni eucaristiche. Altre esperienze ci raccontano il Vangelo negli alberghi, veglie notturne sulle spiagge, momenti di ascolto di musica cristiana la sera o missioni di ragazzi per i ragazzi più lontani dalla pratica”.
Il Salento è richiestissimo dai turisti e si deve saper essere pronti. “Immagino ad esempio delle missioni di giovani formati dalle Diocesi per un progetto interdiocesano come a Otranto, a S. Maria di Leuca dove i giovani cattolici vanno in missione nelle discoteche. Sono auspicabili per i sacerdoti l’essere disponibili per direzioni spirituali, per colloqui con i ragazzi che passeggiano presso il mare, avere un rapporto con le Diocesi dotate di più strutture ricettive, di divertimento perché anche questi luoghi siano toccati dall’evangelizzazione, com’è per Nardò – Gallipoli. E perché non fare Pastorale giovanile delle Diocesi nell’estate tutte d’accordo?” conclude don Antonio.



















