Pubblicato in: Dom, Mag 6th, 2012

Personale docente/Il Decreto Miur e l’organico di diritto

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con circolare n. 25 del 29 marzo 2012, ha diffuso lo schema di decreto interministeriale, di pari data, inviato per il prescritto concerto al Ministero dell’Economia e delle Finanze e, successivamente, alla Corte dei Conti per la registrazione, che reca le disposizioni per la determinazione delle dotazioni organiche (cosiddetto organico di diritto) del personale docente, delle scuole statali di ogni ordine e grado, per l’anno scolastico 2012-2013.
Dall’esame delle tabelle allegate al decreto si rileva un dato positivo, considerato dai sindacati della scuola un primo passo nella direzione giusta: uno stop ai tagli dei posti. Il che non è da trascurare, se si considera che, nel triennio scorso, il precedente governo aveva imposto pesanti tagli agli organici dei docenti.
Il totale nazionale dei posti di docenti previsto, esclusi i posti di sostegno, ammonta, infatti, a 600.839, pari a quello dell’ anno scolastico 2011-2012.
La conferma della consistenza dell’organico con l’abbandono della pratica dei tagli, viene giudicata positivamente per diversi motivi : dare continuità alla necessaria stabilità delle risorse; consentire alle scuole, con un organico adeguato e realmente funzionale, di esercitare pienamente l’autonomia scolastica per realizzare il miglior P.O.F. (Piano dell’Offerta Formativa) possibile; dare stabilità al lavoro, anche per consentire – e non è poco – le assunzioni per la copertura di tutti i posti vacanti e disponibili con personale di ruolo, così come previsto dal piano triennale di assunzioni varato con la legge n. 106 del 2011 ( per il corrente anno scolastico 2011-2012 sono state assunte in ruolo 67.000 unità di personale docente e A.T.A.).
Si auspica, ora, che il criterio del consolidamento degli organici venga osservato anche per quelli del personale A.T.A., di successiva emanazione, che negli ultimi anni hanno subito riduzioni ancora più pesanti, giudicate, da molti, scriteriate e che si sono rilevate, per molte scuole, assolutamente insostenibili.
V’è da dire, però, che mentre il dato complessivo nazionale dei posti è rimasto immutato rispetto a quello del corrente anno scolastico, il dato complessivo dei posti della Puglia ha fatto registrare un saldo negativo di 289 posti. Ma ciò è dovuto all’applicazione dei parametri e dei criteri per la formazione delle classi, rispetto al numero degli alunni iscritti, stabiliti dalla vigente normativa in materia (D.P.R. n. 81 del 20 marzo 2009).
Il predetto dato è la risultante dei posti determinati dal decreto interministeriale e riportati nel seguente prospetto, in cui sono indicati i posti in meno previsti per ogni ordine di scuola e, tra parentesi, i posti, rispettivamente, degli anni scolastici 2011-2012 e 2012-2013:

– Scuola dell’infanzia (7.268 – 7.200) :                           – 68 posti
– Scuola primaria (13.499 – 13.437) :                             – 62 posti
– Scuola secondaria di I grado (10.163 – 10.127) :       – 36 posti
– Scuola secondaria di II grado ( 16.095 – 15.972) :   – 123 posti
                                                                                            ————-
Totale                                                                               – 289 posti

Sarà compito del direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Puglia, conclusi i necessari confronti con la regione e gli enti locali, dopo aver dato informativa alle organizzazioni sindacali firmatarie del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto, effettuare la ripartizione delle consistenze organiche tra le province della regione.
C’è da impegnarsi, inoltre, affinchè, pur nel difficile contesto economico che il Paese sta vivendo, si torni ad assegnare alla scuola le indispensabili risorse, umane e finanziarie, di cui ha assoluto ed inderogabile bisogno.

Antonio Ciriolo

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