Pubblicato in: Sab, Apr 13th, 2013

Politica: l’ora delle scelte/Se non ora, quando?

Sembra quasi che il germe della divisione, anche la più subdola, insinuante e violenta, debba prendere il sopravvento da un momento all’altro. Per fortuna c’è chi, in queste ore, non sposa né gli umori della piazza né le fumisterie di improba­bili quanto avventurosi equilibri più avanzati. E poi resiste al tentativo di farsi risucchiare nella rissa di tutti contro tutti e soprattutto conserva la mente fredda. Che lo spinge a dire, da vecchio saggio qual è, che “abbiamo bisogno di unità, ma anche di pensare adesso all’interesse generale del Paese e di dare continuità alle nostre istituzioni democratiche”.

Quel vecchio signore si chiama Giorgio Napolitano, abita al Quirinale ancora per pochi giorni, e a lui tocca conservare la lu­cidità necessaria a garantirci tutti. Noi possiamo  solo augurarci che la serie interminabile di “no” urlati nelle piazze e sibilati nei microfoni, a uso e consumo delle avverse tifoserie, lasci presto il posto a qualche piccolo ma infinitamente significativo “sì”. Che consenta a tutte le parti in causa di dare il meglio di sé. È preoccupante, infine, che il capo dello Stato debba evocare la necessità di “dare continuità alle nostre istituzio­ni democratiche”.

Forse lui avverte dei pericoli che noi non stiamo percependo a dovere? Forse che l’espandersi a macchia d’olio della povertà e il conseguente malessere che erode la coesio­ne sociale stanno minando alla base la nostra democrazia? Tante volte ci siamo detti che la nostra democrazia è giovane e le sue basi deboli. La ricerca del potere a ogni costo e l’effimero successo di pochi non possono, e non devono, determinare la rovina di tutti. Non procurateci uno choc democratico. 

Domenico Delle Foglie

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