Pubblicato in: Ven, Mag 8th, 2015

Presenza Francescana a Lecce: Da San Francesco della Scarpa a Fulgenzio

Devozioni nel Salento… 

La presenza dei francescani a Lecce ebbe un forte sostegno politico ed economico da parte di Giangiacomo degli Acaya, sec. XVI. I francescani incisero sul vissuto sociale e sul sentire religioso. Alcuni elementi sono riscontrabili sul territorio nella iconografia e nell’onomastica. Sul territorio è diffusa la raffigurazione tipica­mente francescana come l’Immacolata Vergine Maria, Santa Maria degli Angeli, San Francesco di Assisi, Sant’Antonio di Padova, San Pasquale Baylon. La prima dimora francescana a Lecce fu quindi quella di San Francesco della scarpa alla quale seguì Santa Maria al Tempio costruita nel 1432 accanto ad una chiesetta già esistente appena fuori la cinta muraria nell’area che ora è denominata “Santa Lucia”. Un complesso edilizio che ha resistito fino a dopo l’avvenuta Unità d’Italia dopo di che fu incamerata dallo Stato e trasformata in caserma con il nome di “O. Massa”. Recentissimamente quell’impianto edilizio è stato abbattuto (1971) per realizzare un parcheggio di auto. Molte opere artistiche provenienti dalla chiesa di Santa Maria al Tem­pio hanno trovato accoglienza in altri luoghi viciniori, così la bellissima tela dell’Immaco­lata Vergine Maria è esposta nella biblioteca francescana a Lecce; il bel tabernacolo ligneo di fra Giuseppe da Soleto è collocato nella chiesa parrocchiale di Merine; il bel crocifisso ligneo di fra Angelo da Pietrafitta è conservato nella chiesa parrocchiale di San Lazzaro in Lecce. Il convento e la chiesa di Sant’Antonio di Padova a Lecce (sec. XVI) sorsero per volontà di Gian­giacomo degli Acaya. La chiesa di Sant’An­tonio sorge a due passi dal castello Carlo V e dall’anfiteatro romano.

ACAYA

 Madonna degli Angeli – Acaya- Le

La toponomastica della strada che conduce alla chiesa di S. Antonio è via degli Acaya, un rimando esplicito ai bene­fattori che vollero quell’edificio. Questa dimora accoglieva una numerosa presenza di frati come fa pensare il coro ligneo di pregiatissima fattura che fa corona all’altare maggiore. Allo stesso Giangiacomo degli Acaya si deve il convento di Santa Maria degli Angeli in Acaya (1564) sollecitato da suo figlio che era frate francesca­no di nome Francesco. Il convento di Acaya fu costruito all’interno dell’abitato a ridosso delle mura cittadine. Fu abitato dai frati fino al secolo XIX e abbandonato dopo l’avvenuta Unità d’Italia. Il vescovo di Lecce Mons. Luigi Zola, al momento di consegnare ai privati quella struttura religiosa, fece trasferire dalla chiesa conventuale alla chiesa parrocchiale la cinque­centesca tela di S. Maria degli Angeli dove la si ammira ancora sull’altare laterale costruito di proposito nel 1888. (vedi la foto) Il conven­to e la chiesa di San Giacomo sono del sec. XVII sorgono fuori le mura cittadine presso la bella torre circolare della regina Giovanna. La struttura fu incamerata dallo Stato dopo l’unità d’Italia e adattata a Ospedale Psichiatrico sotto il titolo San Pasquale. Una bella tela dell’Im­macolata firmata da Serafino Elmo proveniente da questa chiesa è conservata nella Pinacoteca d’Arte francescana a Lecce. Il convento e la chiesa di Santa Maria dell’Idria sono del sec. XVII. La presenza dei frati in questo luogo ebbe inizio nel 1602. Gli eventi successivi furono travagliati e complessi. A cavallo dei due secoli ‘800-‘900 i francescani si trasferirono da Santa Maria dell’Idria nella cinquecentesca Villa Ful­genzio Della Monica. Il convento e la chiesa di Sant’Antonio a Fulgenzio (1901) sorsero all’inizio del nuovo secolo proprio accanto alla Villa Fulgenzio Della Monica. La chiesa fu consacrata nel 1910 e fu arricchita da vari altari sormontati da tele di noti pittori del tempo Maccagnani, Scorrano, Stano. La cupola e i tre cappelloni furono pitturati tra il 1926-1940 dal frate toscano Raffaello Pantaloni (1888- 1952). I frati francescani hanno animato il quartiere con varie attività pastorali e culturali.

Antonio Febbraro

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