Professione Vigile Urbano, accanto al Cittadino
Ruolo Diversificato/Un accento particolare sull’Educazione Stradale intesa come attività formativa nelle Scuole.
Oggi si chiama Agente di Polizia Locale. Già la nuova definizione del “vigile urbano” indica il mutamento del ruolo e delle funzioni rispetto al passato. Lo stereotipo del vecchio vigile urbano che infligge multe e grida contro i ragazzi che giocano nel parco ormai è proprio superato.. Negli anni, infatti, il vigile è diventato uno specialista in tante materie come la mobilità e il traffico, l’infortunistica stradale, le attività di polizia edilizia, tributaria, amministrativa, ambientale, commerciale. È anche agente di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, per cui deve prevenire, contrastare e, nel caso, reprimere i reati assicurando alla giustizia i colpevoli. Essendo a contatto costante con i problemi è tenuto a dare risposte ai nuovi bisogni della cittadinanza, per questo non può più permettersi di essere impreparato, poiché da lui il cittadino vuole sempre una risposta pronta e risolutiva. Deve essere, pertanto, sempre aggiornato, specie con il proliferare di leggi che continuamente vengono cambiate dal legislatore. Oggi è richiesta una predisposizione personale alla professione e una formazione adeguata oltre a tanta passione e umanità per sapersi comportare con le persone anche in situazioni potenzialmente conflittuali, saper valutare le situazioni, essere consapevole del proprio ruolo, essere aperto all’innovazione, trattare tutti da cittadini senza cedere a discriminazioni riuscendo a conquistarsi la loro fiducia, lavorando in struttura gerarchica e con personale di altri enti. Non ultimo, riconoscere tutti gli aspetti cognitivi, comportamentali e fisiologici che possono manifestarsi in determinate situazioni, soprattutto di disagio ambientale e culturale.
Ed è proprio qui che si richiede la capacità comunicativa volta a spiegare il perché di un provvedimento restrittivo cercando di attutirne gli effetti. Il nuovo impatto psicologico, rispetto a quello più fiscale del passato, ha qualificato il ruolo della donna in questa professione, proprio perché avendo una sensibilità diversa può più facilmente scindere il ruolo istituzionale da quello umano, creando quel connubio tra imposizione della legge e flessibilità comprensiva materna. Per questo egli deve continuare a educare, insegnare, correggere comportamenti disinvolti che portano ad acquisire cattive abitudini magari emulate da giovani che si sentono adulti. Si rende necessario, quindi, porre l’accento sull’educazione stradale intesa come attività educativa all’interno delle realtà scolastiche di diverso grado sulle materie legate al codice della strada. Il vigile di oggi deve essere bravo a smontare il cattivo modello e sostituirlo con quello giusto attivando una collaborazione con i genitori finalizzata alla tutela concreta della sicurezza dei figli. Gli effetti di questa nuova figura di vigile urbano, mirata a stabilire con i giovanissimi un rapporto nuovo, si potranno nel tempo quantificare in vite salvate e in lesioni gravi evitate ai futuri utenti della strada. Infine il riconoscimento dell’orgoglio e della forza che derivano dallo svolgere un servizio fondamentale per la comunità innalza i vigili a custodi e paladini dell’ordine cittadino. La strada è quella giusta…

















