Pubblicato in: Gio, Mag 22nd, 2014

Progetto Policoro/Gesti concreti per i giovani

PARLANO I PROTAGONISTI/MANGANELLO: LA STESSA RISPOSTA. QUELLO CHE HO TE LO DO 

Il Convegno è terminato con le riflessio­ni di don Gero Manganello che ha vo­luto regalare un augurio ed un invito ai partecipanti attraverso quattro immagi­ni del Vangelo: In questi anni, la Chiesa continua a dare ai giovani la stessa risposta data da Pietro allo storpio seduto alla Porta Bella del Tempio di Gerusalemme: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Na­zareno, àlzati e cammina!” (At 3,6).  Il compito del progetto Policoro non è quello di dare lavoro, ma regalare speran­za, non sostituendosi a chi deve fare delle scelte, ma fornire strumenti per prendere in mano la propria vita.

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La seconda imma­gine è quella della Samaritana che va al pozzo per riempire il suo secchio d’acqua, invece, inaspettatamente incontra Gesù e non solo non le importa più dell’acqua, ma abbandona perfino la brocca. La preghiera a Gesù è quella di trovarci al posto giusto al momento giusto. La terza immagine è la chiamata di Gesù ai discepoli. Bisogna seguire Gesù per sapere cosa fare e dove andare e solo dopo diventiamo suoi apostoli e compagni. La quarta immagine è quella dell’Incarna­zione. Simboleggia l’unione della fede con la vita che non bisogna mai separare. Conclusosi il Convegno, abbiamo raccolto alcune testimonianze che ci hanno aiutato a capire i diversi aspetti che compongo­no il Progetto Policoro, dal microcredito all’evangelizzazione ai gesti concreti. Nel complesso, i rappresentanti dei diversi set­tori si dimostrano soddisfatti dei progressi raggiunti dal Progetto, pur consapevoli che c’è ancora molta strada da percorrere.

SANDRO MAURO

LE DIOCESI DEL SALENTO SCOMMETTONO SU IDEE ORIGINALI 

In cosa consiste effet­tivamente il microcre­dito?

Il microcredito fa parte di uno dei tanti setto­ri che ruotano intorno al progetto Policoro, è uno strumento per la sua attuazione. E’ stato volu­to da alcune diocesi che già da anni partecipavano al progetto, per dare un sostegno economico alle imprese. Tecnicamente ha funzionato così: mol­te diocesi hanno messo a disposizione somme del proprio bilancio diocesano per creare una convenzione con alcune banche del territorio come Banca Eti­ca o Banca del Credito Cooperativo. Qui in Puglia, le tre diocesi di Lecce, Nardò e Ugento hanno stipulato l’ac­cordo con la Banca Popolare Pugliese con lo scopo di creare delle iniziative di microcredito: il giovane che vuole avviare un’attività di impresa ma non ha risorse proprie o garanzie da offri­re alle Banche riceve un finanziamento fino a 25.000 euro dalla Banca, garan­tito dalla Diocesi. La diocesi da fiducia al giovane, garantendo la restituzione del prestito.

sandro mauro

Se l’attività non dovesse andare a buon fine…?

Anche qualora l’impresa chiudes­se, se il ragazzo è serio continuerà a restituire le rate, in caso contrario la Diocesi, in qualità di garante, rischia di dover sostituire il debitore; però, oggi, sono 20 le diocesi che hanno ini­ziato questo percorso di microcredito all’interno del progetto Policoro e i dati sono molto incoraggianti perché nel 95% dei casi i ragazzi hanno sem­pre restituito le rate.

Che zone sono state interessate dal microcredito?

Ad oggi, i progetti di microcredito si sono sviluppati di più al Sud, in par­ticolare in Sicilia, in Puglia, in Cala­bria, in Campania. Si sta cominciando a sviluppare anche nelle regioni del centro nord anche se per il momento quella più a Nord è Forlì. Naturalmen­te questo ritardo da parte delle Dioce­si del Nord è dovuto al fatto che Esse sono entrate dopo a far parte del pro­getto Policoro, e, quindi, avendo meno esperienza, ancora non sono arrivate a maturare la convinzione di poter dare ai giovani questo strumento operativo.

FRANCESCO MARSICO

PER LA CARITAS ANCHE QUESTA È LOTTA ALLE POVERTÀ 

Perché è importante per Caritas Italiana il progetto Policoro, quali sono le Vostre aspettative?

Caritas Italiana è in­teressata a tutte le aree di bisogno in risposta al contrasto alla povertà: ser­vizio civile, area immigrazione, solida­rietà sociale, che vuol dire soprattutto famiglie e volontariato e promozione umana. Poi c’è il tema del lavoro che incrocia la condizione giovanile. Per noi il Progetto Policoro è uno degli strumenti, insieme alle altre Pastorali, di incontro con condizioni di fragilità personale ma anche di costruzione di contesti territoriali solidali, per in­contrare una generazione drammati­camente colpita in questi ultimi anni dalla disoccupazione, e con loro imma­ginare percorsi di riscatto, di economia civile e sociale e di risposta a questo problema.

francesco marsico

Come interviene nel concreto la Caritas Italiana nel progetto?

La Caritas italiana ha due volti, con l’uno vuole dare interventi con­creti, con l’altro si impegna per la for­mazione e la costruzione di rapporti tematici e di interlocuzione istituzio­nale. Quindi il lavoro così come lo ha concepito Paolo VI e la Cei del post Concilio è di un Organismo che metta insieme l’animazione pastorale evi­dentemente con l’obiettivo primario di rispondere ai bisogni.

FABIO POLES

POSSIBILITÀ CONCRETE PER APRIRSI AL MONDO DEL LAVORO 

Cosa si intende per gesti concreti?

I gesti concreti sono le attività imprendito­riali, le associazioni, piuttosto che i liberi professionisti che nascono e si identi­ficano nel progetto.

fabio poles

Che tipo di attività sono?

Sono cooperative, alcune anche numerose fino a 350 collaboratori, poi imprese più piccole come negozi di or­tofrutta, panifici, servizi. Sono imprese già attive perché scopo del progetto è sviluppare possibilità concrete che si confrontino sul mercato lavorativo.

DON FABIO LONGONI

I PRIMI RISULTATI? SEICENTO IMPRESE NEGLI ULTIMI ANNI 

Qual è la priorità le­gata al progetto Po­licoro che vuole evi­denziare l’Ufficio per i problemi sociali e del lavoro della conferen­za episcopale?

Il progetto Policoro è un’operazio­ne che la chiesa italiana ha messo in piedi 20 anni fa con la visione di dare un’evangelizzazione legata alla realtà nella quale i giovani potessero avere, attraverso i loro bisogni espressi nella ricerca di un posto di lavoro, nella ri­cerca di una possibilità di impresa, la capacità di conoscere che il Vangelo diventava vita, diventava situazione re­ale anche per loro che magari avevano lasciato la scuola o l’università e co­minciavano una vita reale.

don fabio longoni

Quale aiuto concreto da ai giovani il suo settore?

Un aiuto concreto, fondato su tec­niche e conoscenze legate al mondo del lavoro e direi che c’è un buon ri­sultato visto che sono nate 600 imprese nell’arco di questi anni di vario genere, da cooperative sociali a quelle artisti­che, artigianali, turistiche, poi anche negozi, attività personali. Io credo che il Progetto Policoro sia una buona ini­ziativa che da una parte fa vedere la Chiesa vicina alle persone, dall’altra parte le persone vedono una Chiesa aperta e disponibile ad incontrali lì dove vivono quotidianamente la loro esperienza.

DON GERO MANGANELLO

LA PASTORALE GIOVANILE: INCARNARE IL VANGELO IN UN CONTESTO STORICO 

Qual è il collegamen­to tra il progetto Po­licoro e la Pastorale?

Il mio settore è uno dei tre uffici che collabora all’interno del Proget­to Policoro. Si occupa del coordina­mento della formazione per tutto ciò che riguarda la pastorale dei giovani in Italia.

don gero manganello

Fare pastorale giovanile non vuol dire solo organizzare eventi, fare attività che riguardano il mondo liturgico e di preghiera, ma significa incarnare il messaggio del Vangelo nel quotidiano, in un contesto spe­cifico e quindi nel nostro caso con i giovani nel territorio concreto in cui vivono.

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