Riccardo, Mattia, Alberto, Federico… Donati e inviati alla Chiesa di Lecce
PER ASCOLTARE BISOGNA FARE SILENZIO
Per ascoltare bisogna tacere, fare silenzio, entrare nel mistero della contemplazione. Fatevi raggiungere, misurare, penetrare dalla Parola. Noi, ministri della Parola, abbiamo bisogno, ci ricorda Papa Francesco, di dedicare alla Parola “un tempo prolungato di studio, di preghiera, riflessione e creatività pastorale” (n.145).
Dovete, dobbiamo lasciarci commuovere dalla Parola e farla diventare carne nella nostra esistenza concreta, accettando “di essere feriti per primi da quella Parola che ferirà gli altri” (n.149) perché essa è come una spada che penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito. La dirò al diacono Federico consegnandogli il libro dei Vangeli, la ripeto a voi Alberto, Mattia, Riccardo, ordinandi presbiteri, la ripeto a voi fratelli presbiteri: credi sempre ciò che proclami, insegna ciò che hai appreso nella fede, vivi ciò che insegni.
VI È CONSEGNATA LA PAROLA CHE SALVA
In questa gioiosa Eucaristia non noi ma il Signore porta alla nostra Chiesa un grande dono: l’ordinazione presbiterale di Riccardo, Mattia, Alberto e l’ordinazione diaconale di Federico. Ancora una volta ha guardato a questa sua/ nostra Chiesa: ha scelto, ha chiamato, ha ricevuto la risposta: Eccomi. Il contesto nel quale, carissimi ordinandi, state per accogliere il dono assumendone gli impegni è quello che sta dopo e dentro il silenzio che segue l’omelia, cioè dentro la risonanza viva della Parola.
Dio ha parlato e da quella Parola ascoltata nasce il sacramento dell’Ordine. A voi questa sera è consegnata, nel contesto di una Chiesa convocata in assemblea santa, la Parola che salva. Di essa siete ministri e debitori nei confronti del Popolo di Dio. Siate consapevoli, come ci ricorda il Beato Giovanni Paolo II, che le parole del vostro ministero non sono vostre, ma di Colui che vi manda. Sappiate ascoltarlo convinti che non esiste altra via se non quella dell’ascolto per conoscerlo.

















