Pubblicato in: Dom, Ott 14th, 2012

RIORDINO DELLE PROVINCE/QUALI BENEFICI PER IL CITTADINO?

Prof. Portaluri, qual è il suo giudizio generale sul piano di riordino delle Pro­vince varato dal Governo?  

Con la ridistribuzione delle provincie si è aperta una gran­de finestra di opportunità in cui, come accade anche in al­tri ambiti, è chiaro che possa­no prevalere logiche di settore piuttosto che logiche di sistema. Tuttavia, fino a quando il Par­lamento non adotterà la legge, tutto potrà ancora accadere.

Le dimissioni di Ferrarese, per esempio, sono avvenute molto probabilmente perché il Pre­sidente ritiene la soppressio­ne della provincia di Brindisi come un dato già acquisito. Se così sarà, ci sarà ancora da considerare in quali termini av­verrà lo smembramento, ovvero quali comuni saranno accorpa­ti a Lecce e quali a Taranto. Si tratta di dati che non possono essere previsti in un sistema in cui oramai è stata scartata del tutto la logica della macro or­ganizzazione (Lecce-Brindisi- Taranto) a vantaggio di una illogica frammentazione.

Nel caso speci­fico della Regione Puglia, quali sarebbero, a suo parere, i pro e i contro di tale rior­dino?  

Dal mio punto di vista, ri­durre il numero delle province – se non è possibile abolirle del tutto – è comunque un bene, perché i dati dimostrano che vi sono indebiti di rappresentan­za politico-territoriale che non servono né possiamo permet­terci. Al contempo, credo che la soluzione più efficace sareb­be stata quella di organizzarela Pugliain due macro-aree (Lecce e Bari).

In base all’attuale prospettiva, che vede una redistribuzione della provincia di Brindisi tra Bari, Lecce e Taranto, credo sia indispensabile valutare al­cuni punti. Per esempio, cosa avrebbe a che fare la città me­tropolitana di Bari con Fasa­no? O meglio, quali funzioni una città metropolitana può esercitare in modo da soddisfa­re gli interessi di Fasano che dista ben cinquanta chilome­tri? Inoltre, c’è da considerare che la realtà geo-fisico-politico esistente tra Bari e Fasano non è quella di una conurba­zione continua, ma sono terri­tori diversi e distanziati l’uno dall’altro. Sarebbe opportuno che ogni singolo Comune effet­tuasse un’attenta valutazione, prima di pronunciarsi sulla propensione verso l’una o l’al­tra Provincia. 

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