RIORDINO DELLE PROVINCE/QUALI BENEFICI PER IL CITTADINO?
Prof. Portaluri, qual è il suo giudizio generale sul piano di riordino delle Province varato dal Governo?
Con la ridistribuzione delle provincie si è aperta una grande finestra di opportunità in cui, come accade anche in altri ambiti, è chiaro che possano prevalere logiche di settore piuttosto che logiche di sistema. Tuttavia, fino a quando il Parlamento non adotterà la legge, tutto potrà ancora accadere.
Le dimissioni di Ferrarese, per esempio, sono avvenute molto probabilmente perché il Presidente ritiene la soppressione della provincia di Brindisi come un dato già acquisito. Se così sarà, ci sarà ancora da considerare in quali termini avverrà lo smembramento, ovvero quali comuni saranno accorpati a Lecce e quali a Taranto. Si tratta di dati che non possono essere previsti in un sistema in cui oramai è stata scartata del tutto la logica della macro organizzazione (Lecce-Brindisi- Taranto) a vantaggio di una illogica frammentazione.
Nel caso specifico della Regione Puglia, quali sarebbero, a suo parere, i pro e i contro di tale riordino?
Dal mio punto di vista, ridurre il numero delle province – se non è possibile abolirle del tutto – è comunque un bene, perché i dati dimostrano che vi sono indebiti di rappresentanza politico-territoriale che non servono né possiamo permetterci. Al contempo, credo che la soluzione più efficace sarebbe stata quella di organizzarela Pugliain due macro-aree (Lecce e Bari).
In base all’attuale prospettiva, che vede una redistribuzione della provincia di Brindisi tra Bari, Lecce e Taranto, credo sia indispensabile valutare alcuni punti. Per esempio, cosa avrebbe a che fare la città metropolitana di Bari con Fasano? O meglio, quali funzioni una città metropolitana può esercitare in modo da soddisfare gli interessi di Fasano che dista ben cinquanta chilometri? Inoltre, c’è da considerare che la realtà geo-fisico-politico esistente tra Bari e Fasano non è quella di una conurbazione continua, ma sono territori diversi e distanziati l’uno dall’altro. Sarebbe opportuno che ogni singolo Comune effettuasse un’attenta valutazione, prima di pronunciarsi sulla propensione verso l’una o l’altra Provincia.















