Ristrutturare casa conviene
Per accedere all’Ecobonus con detrazione fiscale del 65% diluita in 10 anni è necessario che il pagamento della ristrutturazione edilizia avvenga con bonifico bancario parlante, ovvero che rechi in causale il riferimento alla norma relativa alla detrazione fiscale d’interesse; il codice fiscale del soggetto che paga; il codice fiscale o numero di partita iva del beneficiario del pagamento. Questo particolare modello di bonifico per le detrazioni fiscali si differenzia dal bonifico ordinario perché al momento della transazione, banche e poste devono operare una ritenuta a titolo d’acconto dell’imposta dovuta dall’impresa che effettua i lavori. La misura della ritenuta applicabile è oggi fissata al 8%. Anche il Bonus Arredi (50% di detrazione), che ha pur sempre quale presupposto la ristrutturazione edilizia dell’immobile e che consente la detrazione fiscale sul prezzo di acquisto sostenuto per mobili, arredi e ora anche elettrodomestici, può essere pagato mediante bonifico parlante, anche se in questo caso è ammesso anche il pagamento con bancomat o carta di credito.
Ma cosa succede se si è commesso un errore nella compilazione del bonifico, ad esempio indicando la causale sbagliata? Il primo rimedio sarebbe quello di ripetere in modo corretto il pagamento. Diversamente, l’agevolazione potrebbe comunque spettare purché al bonifico, con causale errata, sia stata applicata la ritenuta d’acconto dell’8% e nel rispetto degli altri vincoli normativi. Frequente è anche l’indicazione errata dei riferimenti normativi nella causale del bonifico, ossia quando vengono inseriti i riferimenti normativi relativi alla riqualificazione energetica degli edifici anziché quelli attinenti al recupero del patrimonio edilizio. Anche in questi casi si potrà, comunque, usufruire dell’agevolazione nella successiva dichiarazione dei redditi purché sia stata operata la ritenuta d’acconto. Stesso discorso nel caso inverso.
Manuel Fiorillo
















