SACERDOTI PER IL NOSTRO DIO
A VOI SACERDOTI
A tutti voi che partecipate a questa liturgia nella quale fra poco benedirò e consacrerò gli oli per la vita cristiana, ho ricordato la comune appartenenza al sacerdozio regale e alla nazione santa. Ora ritengo doveroso, anzi è un bisogno del cuore, dire una parola di particolare affetto e gratitudine ai miei fratelli sacerdoti quale rinnovata conferma, davanti al Signore e a tutti voi, del mio impegno a sostenerli, incoraggiarli, amarli, guidarli sul sentiero faticoso ma sicuro che porta non ad acquiescenti e riposanti traguardi ma alla conquista di una santità crocifissa. Cari miei fratelli sacerdoti, accogliendo l’invito di Papa Francesco, “lasciamoci ungere dalla gioia, dalla ‘gioia missionaria’ che si irradia a tutti e attira tutti, cominciando alla rovescia: dai più lontani”.
Questa gioia, continua il Papa, “è una gioia che fluisce solo quando il pastore sta in mezzo al suo gregge”. Anche nei nostri momenti di tristezza, apatici, noiosi – ahimè! quanti? tanti? – che ci colgono nella vita sacerdotale, ricordiamoci: è il Papa a dircelo “in questi momenti il popolo di Dio è capace di custodire la gioia, è capace di proteggerti, di abbracciarti, di aiutarti ad aprire il cuore e ritrovare una gioia rinnovata”. Questa è ‘la gioia custodita’ dal gregge. Questa gioia la chiediamo al Signore e al popolo santo di Dio. Per voi domando al Signore la ricchezza, la vivacità e la novità che deve fare della nostra vita un perenne e gioioso cantico di lode. – Carissimi giovani presbiteri: non ammaccate con le paure e le piccole, inevitabili difficoltà, lo spessore sicuro del dono dello Spirito che avete ricevuto, spandendo il profumo del crisma con cui siete stati unti per una vita santa:
– Che il Signore rafforzi e doni solidità alla gioia di voi che portate il peso sempre leggero di molti anni di ministero: “Conserva, Signore, la profondità e la saggia maturità dei sacerdoti adulti. Fate vostre le parole di Neemia: Non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza (Ne 8,10)”.
– Carissimi fratelli anziani, debilitati: siete gli alberi saldamente piantati. Siate per tutti, i gioiosi portatori di una lunga esistenza sacerdotale che ha consegnato alla nostra Chiesa la ricchezza di un tesoro di fedeltà e di gratuito e liberante servizio. Non siete soli: potete contare sull’amore sicuro e grato del vostro Vescovo, della grande famiglia del presbiterio e delle comunità che avete servito donando la freschezza delle vostre forze e la testimoniante fedeltà a Cristo e alla Chiesa sua sposa. Sentite, come affermava Romano Guardini, nella fugacità del tempo, il gusto dell’eterno.
Assemblea santa, che accompagni con la tua presenza orante l’inno di lode e il rinnovato impegno di fedeltà e di servizio dei tuoi sacerdoti:
– Aiutateci a custodire e a trasmettervi il dono della grazia.
– Sosteneteci nelle fatiche e nelle inevitabili stanchezze pastorali.
– Abbracciateci con la gratuità generosa del vostro amore, perché mai si chiuda la nostra dedicazione e la sicura testimonianza della nostra fedeltà.
Cari giovani così numerosamente presenti a questa Santa Assemblea, per voi chiedo a Cristo Gesù, il Sacerdote misericordioso e degno di fede che aiuti molti di voi a scoprire il cuore che arde nel petto appena avete “la felice audacia di rispondere con prontezza alla sua chiamata” (Papa Francesco).
A CASA DELLA MADRE
A te, Vergine Santa,
modello e Madre
del nostro sacerdozio,
il nostro sguardo e la nostra invocazione.
Giovanni, ai piedi della croce,
dopo averti ricevuto come Madre,
ti prese e ti portò nella sua casa.
Ora prendi e porta tutti noi
nel tuo amore.
Continuerà, senza soste e senza calcoli,
il nostro servizio ai fratelli.
Annunzieremo e confesseremo
E la signoria del tuo Figlio Gesù.
I nostri occhi fisseranno i tuoi occhi di Madre.
Ci sentiremo amati, protetti
e guidati da te,
con te canteremo al Signore onnipotente
il tuo Magnificat,
il nostro canto di gioia e di lode.
+ Domenico, Arcivescovo





















