Pubblicato in: Gio, Apr 25th, 2013

San Bernardino Realino/La Casa della Comunità che crede e cammina

Nella festa di San Marco Evangelista la liturgia di Dedicazione della nuova chiesa nel quartiere a metà strada tra Lecce e San Cesario.

“Ciò che sembrava ai margini della città adesso è diventato una famiglia molto numerosa”.

La comunità di San Bernardino Rea­lino, nata alla periferia della nostra città, a cavallo tra due Comuni: Lecce, per la gran parte, e San Cesario; cresciuta negli anni grazie al contri­buto di tante persone volenterose; con un’aula liturgica, all’inizio probabilmente sufficiente, ma adesso ormai piccola e in passato cir­condata da tanta campagna; è stata, in questi ultimi anni, spettatrice e protagonista di tanti cambiamenti.

In primis il cambio del parroco: abbiamo salutato il caro don Mario che ci ha visti crescere e che ha guidato questa comu­nità per oltre trent’anni e abbiamo accolto il nostro attuale parroco don Michele, giovane ed instancabile, che si è trovato molto presto a dover affrontare l’entusiasmante, ma allo stesso tempo impegnativa, impresa della co­struzione della nuova chiesa, portandola avanti dal primo momento fino ad oggi, vigilia della consacrazione da parte del nostro Arcivescovo Domenico.

Chiesa nuova 006

In questi anni abbiamo assistito al sorgere, in quelle che erano solo campagne, di centinaia e centinaia di case. Con grande gioia, abbiamo visto giungere nella nostra parrocchia giovani famiglie e bambini. Quella che era una comunità ai margini della città, dove tutti si conoscevano, adesso è diventata una famiglia molto numerosa e la nuova chiesa non poteva arrivare in un periodo migliore!

Al centro dell’obiettivo pastorale di questi recenti anni ci sono state principalmente le famiglie, attraverso iniziative intraprese dal consiglio pastorale di concerto con il Parroco e sempre in linea con le indicazioni pastorali diocesane e nazionali, momenti di preghiera nelle case e celebrazioni per bambini e ragazzi con il coinvolgimento dei loro genitori. Fondamenta­le importanza è stata data alla formazione dei laici, che don Michele ha fortemente sostenuto, ritenendoli di primaria importanza al suo fian­co per la guida di questa comunità. Tante sono state le iniziative che abbiamo “inventato” per sostenere economicamente la costruzione della nuova chiesa; costante è stata anche la colla­borazione con entrambi i Comuni, perché si è ritenuto importante il dialogo tra le istituzioni che, anche se vocate a missioni diverse, hanno come unico obiettivo il benessere della propria comunità.

Chiesa nuova

Adesso ci troviamo, quindi, di fronte ad una bellissima e variegata realtà: una comunità formata da coloro che ci sono sempre stati, le colonne portanti, i custodi dell’esperienza e della tradizione e la freschezza di coloro che solo da poco tempo sono venuti ad abitare nel nostro territorio parrocchiale.

Ora tutti insieme, con fede ed entusiasmo, ringraziando Dio per il dono della Sua nuova casa, rimbocchiamoci le maniche per lavorare sempre più e sempre meglio per il Regno del Signore, per darne testimonianza a chi ancora non lo conosce, non perdendo mai di vista ciò che per noi cristiani è fondamentale, vivere e testimoniare la Parola di Dio. Tra qualche gior­no disporremo di questo nuovo tempio e sarà nostro compito esserne le “pietre vive”, come ci esorta Pietro nella sua prima lettera, “per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo”.

Gabriella Licheri

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