San Giovanni Bosco e la presenza Salesiana nel Salento
La Guida Liturgico Pastorale della Diocesi di Lecce al 31 gennaio segnala la ricorrenza liturgica di San Giovanni Bosco (1815-1888) ed annota che a San Pietro Vernotico la memoria è celebrata come solennità essendo il santo titolare della parrocchia e della chiesa omonima. La parrocchia fu istituita nel 1974 mentre la chiesa fu costruita successivamente nel 1987. Questa realtà è un segno dello spirito pastorale di chi ha voluto la struttura ecclesiale dimostrando attenzione alla realtà giovanile ispirandosi a San Giovanni Bosco. L’anno in corso segna il bicentenario dalla nascita di San Giovanni Bosco (1815- 2015). Tutti riconoscono nel fondatore dei salesiani il benefattore della gioventù, in un tempo in cui era negata l’esistenza di una età giovanile. San Giovanni Bosco non solo afferma l’età giovanile ma la sostiene e la serve, dando origine ad un organismo a servizio della formazione dei giovani. La prima sede dei salesiani nel Salento fu quella di Corigliano d’Otranto dove giunsero nel 1901. Successivamente nel 1949 si stanziarono anche nella città di Lecce sulla via che ancora conserva il nome di Don Bosco dando vita ad un oratorio. Nel 1969 i i figli di Don Bosco si trasferirono nel nuovo quartiere che oggi è denominato “i salesiani” per animare l’oratorio e servire la nuova parrocchia intitolata a San Domenico Savio.
Gli stessi salesiani servono una casa di accoglienza per tossicodipendenti situata tra Martano e Otranto. In questa circostanza trovo interessante prestare attenzione anche alla raffigurazione del santo nel Salento e segnalo uno dei primi dipinti realizzati proprio qui a Lecce, lo si deve al pennello del pittore francescano Raffaello Pantaloni che raffigurò Don Bosco nella chiesa di Sant’Antonio a Fulgenzio intorno al 1930. Le vite di San Giovanni Bosco e del pittore Raffaello Pantaloni sono concomitanti, si sfiorano, almeno nelle date Giovanni Bosco nacque nel 1815 e morì nel 1888 mentre Raffaello Pantaloni nacque nel stesso anno in cui Don Bosco morì nel 1888. Concomitanza temporale fu pure l’anno 1929 in cui Don Bosco venne beatificato da Papa Pio XI, mentre padre Raffaello Pantaloni aveva appena iniziato a dipingere la chiesa di Fulgenzio a Lecce. Concomitanza temporale che si materializzò nel dipinto a secco di Raffaello Pantaloni nel quale ritrasse i nuovi beati (1929-1930) Giovanni Bosco insieme a Benedetto Labre, circondati da adolescenti per significare il loro specifico servizio a favore dei giovani. Ai piedi della composizione la didascalia esplicita i nomi dei due nuovi beati e la motivazione della loro presenza in questo luogo francescano in quanto ambedue appartenenti al Terz’Ordine Francescano secolare. Dunque un legame ideale tra francescani e salesiani, un omaggio a San Giovanni Bosco da parte del pittore toscano a nome dei frati del Primo Ordine Francescano regolare. I frati francescani di Fulgenzio a Lecce rinnovano l’omaggio ai salesiani e al loro fondatore nel bicentenario dalla nascita di Don Bosco.
Antonio Febbraro
















