Scuola di Volo/Galatina: Futuro Europeo
L’Aeroporto di Galatina ha un ruolo importante, quali sono, in modo particolare, le motivazioni che oggi lo caratterizzano?
L’aeroporto di Galatina è una struttura dell’Aeronautica Militare italiana su cui sono posizionati più Reparti. Il 61° Stormo, che mi onoro di comandare, è il Reparto che connota la Base stessa ed è una Scuola di Volo la cui missione primaria è quella di provvedere alla formazione e all’addestramento al volo su aviogetti degli allievi piloti fino al conseguimento del Brevetto di Pilota Militare (fasi II e III), dei piloti militari che devono conseguire il brevetto “pre-operativo” (Lead In-to Fighter Training), propedeutico all’immissione sugli assetti aero-tattici (fase IV) e dei piloti militari destinati a svolgere le mansioni di “istruttore di volo”. Gli aeromobili impiegati dalla Scuola per l’addestramento sono il T-339A (Alenia Aermacchi MB-339A) e l’FT-339C (Alenia Aermacchi MB-339CD). È attualmente in corso il processo di introduzione nell’iter addestrativo del T- 346A, il nuovo trainer di Forza Armata, sempre di produzione Alenia Aermacchi, destinato alla Fase IV. Sulla Base di Galatina è presente anche il 10° Reparto Manutenzione Velivoli, un Ente Manutentivo che si occupa della gestione tecnica e logistica di tutta la flotta 339.
È in corso l’attuazione delle predisposizioni per assumere, a breve, il compito della gestione tecnico-logistica anche del nuovo velivolo addestratore, il T346. Il 10° R.M.V. provvede inoltre ad assicurare l’operatività delle barriere d’arresto, a cavo e a rete, installate in tutti gli aeroporti gestiti dall’Aeronautica Militare, sia in Patria sia all’estero.
La storia dell’aeroporto di Galatina è molto significativa per l’intera Nazione. Ci sono dei particolari progetti che lo riguardano?
L’Aeroporto Militare salentino di Galatina-Lecce, intitolato alla Movm Ten. Pil. Fortunato Cesari, fu costituito nel lontano 1931, con decreto del Ministro Italo Balbo, come “Campo di Fortuna”. Dal 1936 fu costituito come “Regio Aeroporto di Seconda Classe”, divenendo, durante la prima fase del secondo conflitto mondiale, base strategica per le operazioni nei Balcani e nel Mediterraneo. Dopo l’8 settembre del 1943 divenne la sede dei Reparti della Regia Aeronautica cobelligeranti: vi si alternarono infatti molti Reparti Italiani ed Alleati, schierati in attesa di essere dislocati sul territorio Italiano liberato. È questo il periodo denominato della “Rinascita Aeronautica”. Al termine della Seconda Guerra Mondiale, e precisamente nel 1946, l’aeroporto divenne una Scuola di Volo che, nel corso degli anni, ha generato più di un milione di ore di volo, formando circa 8.000 piloti e istruttori italiani e circa 300 stranieri. A seguito del forte interesse che molti Paesi esteri hanno dimostrato nei riguardi delle capacità addestrative italiane, il Reparto è stato, nei tempi recenti, al centro di un importante processo di ristrutturazione, anche in chiave multinazionale che si è concretizzato nella predisposizione di tutte le attività volte a far sì che la Base fosse in grado di offrire, oltre ad un efficace addestramento di fase 2, 3 e 4, anche strutture logistiche (mense, alloggi, infermeria, ecc.), personale e manuali idonei ad accogliere allievi di altre nazionalità. Attualmente la Scuola di Volo di Galatina è candidata per essere la sede della Scuola Europea di Addestramento al Volo Militare (Eact – European Air Training Center).
In questo momento storico due fattori rendono l’aeroporto di Galatina la sede ideale per la costituzione della Scuola Europea. Innanzitutto il consolidato bagaglio di esperienze e professionalità di cui è depositaria la Scuola nell’addestrare allievi piloti di altre Nazioni: a partire dal 1950 infatti a Galatina sono stati istruiti piloti provenienti dal Ghana, dalla Tunisia, dal Congo, dallo Zaire, dall’Iraq, dagli Emirati Arabi Uniti, dal Guatemala, dall’Eritrea e, in tempi più recenti, dall’Argentina, dalla Francia, dall’Austria, da Singapore e dal Kuwait. L’altro eccezionale punto di forza è rappresentato, come ho detto sopra, dall’introduzione del T-346, il nuovo velivolo trainer dell’Aeronautica Militare le cui caratteristiche tecnologiche e prestazionali, oltre a portare ad un concreto incremento qualitativo nella formazione finale dei piloti “jet”, consentiranno di ridurre notevolmente i costi, permettendo al personale di padroneggiare in tempi considerevolmente inferiori i velivoli di ultima generazione. Si parla da anni di “Scuola Europea” di addestramento avanzato al volo militare e l’aeroporto salentino ha ora tutte le carte in regola per giocare, nella scelta della sede, un ruolo di primissimo piano.
L’aeroporto è situato nel cuore del Mediterraneo, quanto stanno influendo i nuovi scenari internazionali sui suoi compiti?
Come ho già detto, siamo una Scuola di Volo e, come tale, i nostri compiti istituzionali sono finalizzati esclusivamente all’addestramento, indipendentemente dagli scenari che si concretizzano attorno. Con riferimento al contesto in cui è inserito l’aeroporto, colgo l’occasione per per ringraziare la gente salentina, le Istituzioni locali e il territorio circostante per la splendida accoglienza, la costante ospitalità e per i continui segnali di affetto e vicinanza che mai ci fanno mancare. È comprensibile che l’esigenza di un addestramento realistico e continuo, talvolta, possa essere fonte di disagio per la collettività; di ciò siamo pienamente consapevoli ed adottiamo tutta una serie di misure allo scopo di ridurne al minimo l’impatto.
D’altro canto il personale militare e civile dell’aeroporto, e relative famiglie, sono parte numericamente importante della comunità e si prodigano attivamente per tutelare l’ambiente nel quale vivono e lavorano con le loro famiglie. L’eccellenza che in più ambiti ci viene riconosciuta, è frutto del lavoro di tutti i giorni del personale dell’aeroporto, della sua competenza e della passione che lo anima, e lo porta ad indossare con orgoglio l’uniforme azzurra.


















