Pubblicato in: Ven, Mar 6th, 2015

Scuola di Volo/Galatina: Futuro Europeo

L’Aeroporto di Galatina ha un ruolo importante, quali sono, in modo particolare, le motivazioni che oggi lo caratterizzano?

L’aeroporto di Galatina è una struttura dell’Aeronautica Militare italiana su cui sono posizionati più Reparti. Il 61° Stormo, che mi onoro di coman­dare, è il Reparto che connota la Base stessa ed è una Scuola di Volo la cui missione primaria è quella di provvedere alla for­mazione e all’addestramento al volo su aviogetti degli allievi piloti fino al conseguimento del Brevetto di Pilota Militare (fasi II e III), dei piloti militari che devono conseguire il bre­vetto “pre-operativo” (Lead In-to Fighter Training), pro­pedeutico all’immissione sugli assetti aero-tattici (fase IV) e dei piloti militari destinati a svolgere le mansioni di “istrut­tore di volo”. Gli aeromobi­li impiegati dalla Scuola per l’addestramento sono il T-339A (Alenia Aermacchi MB-339A) e l’FT-339C (Alenia Aermacchi MB-339CD). È attualmente in corso il processo di introduzio­ne nell’iter addestrativo del T- 346A, il nuovo trainer di Forza Armata, sempre di produzione Alenia Aermacchi, destinato alla Fase IV. Sulla Base di Ga­latina è presente anche il 10° Reparto Manutenzione Velivo­li, un Ente Manutentivo che si occupa della gestione tecnica e logistica di tutta la flotta 339.

I piloti

È in corso l’attuazione delle predisposizioni per assumere, a breve, il compito della gestio­ne tecnico-logistica anche del nuovo velivolo addestratore, il T346. Il 10° R.M.V. provvede inoltre ad assicurare l’operati­vità delle barriere d’arresto, a cavo e a rete, installate in tutti gli aeroporti gestiti dall’Aero­nautica Militare, sia in Patria sia all’estero.

La storia dell’aeroporto di Galatina è molto significa­tiva per l’intera Nazione. Ci sono dei particolari pro­getti che lo riguardano?

L’Aeroporto Militare sa­lentino di Galatina-Lecce, in­titolato alla Movm Ten. Pil. Fortunato Cesari, fu costituito nel lontano 1931, con decreto del Ministro Italo Balbo, come “Campo di Fortuna”. Dal 1936 fu costituito come “Regio Aero­porto di Seconda Classe”, di­venendo, durante la prima fase del secondo conflitto mondiale, base strategica per le operazio­ni nei Balcani e nel Mediter­raneo. Dopo l’8 settembre del 1943 divenne la sede dei Re­parti della Regia Aeronautica cobelligeranti: vi si alternarono infatti molti Reparti Italiani ed Alleati, schierati in attesa di es­sere dislocati sul territorio Ita­liano liberato. È questo il perio­do denominato della “Rinascita Aeronautica”. Al termine della Seconda Guerra Mondiale, e precisamente nel 1946, l’ae­roporto divenne una Scuola di Volo che, nel corso degli anni, ha generato più di un milione di ore di volo, formando circa 8.000 piloti e istruttori italiani e circa 300 stranieri. A segui­to del forte interesse che molti Paesi esteri hanno dimostrato nei riguardi delle capacità ad­destrative italiane, il Reparto è stato, nei tempi recenti, al cen­tro di un importante processo di ristrutturazione, anche in chiave multinazionale che si è concretizzato nella predisposi­zione di tutte le attività volte a far sì che la Base fosse in grado di offrire, oltre ad un efficace addestramento di fase 2, 3 e 4, anche strutture logistiche (men­se, alloggi, infermeria, ecc.), personale e manuali idonei ad accogliere allievi di altre nazio­nalità. Attualmente la Scuola di Volo di Galatina è candidata per essere la sede della Scuo­la Europea di Addestramento al Volo Militare (Eact – Euro­pean Air Training Center).

In volo sull'aeroporto

In questo momento storico due fattori rendono l’aeroporto di Galatina la sede ideale per la costituzione della Scuola Euro­pea. Innanzitutto il consolidato bagaglio di esperienze e profes­sionalità di cui è depositaria la Scuola nell’addestrare allievi piloti di altre Nazioni: a partire dal 1950 infatti a Galatina sono stati istruiti piloti provenienti dal Ghana, dalla Tunisia, dal Congo, dallo Zaire, dall’Iraq, dagli Emirati Arabi Uniti, dal Guatemala, dall’Eritrea e, in tempi più recenti, dall’Argenti­na, dalla Francia, dall’Austria, da Singapore e dal Kuwait. L’altro eccezionale punto di forza è rappresentato, come ho detto sopra, dall’introduzione del T-346, il nuovo velivolo trai­ner dell’Aeronautica Militare le cui caratteristiche tecnologiche e prestazionali, oltre a portare ad un concreto incremento qua­litativo nella formazione finale dei piloti “jet”, consentiranno di ridurre notevolmente i costi, permettendo al personale di padroneggiare in tempi consi­derevolmente inferiori i velivoli di ultima generazione. Si parla da anni di “Scuola Europea” di addestramento avanzato al volo militare e l’aeroporto salentino ha ora tutte le carte in regola per giocare, nella scelta della sede, un ruolo di primissimo piano.

L’aeroporto è situato nel cuore del Mediterraneo, quanto stanno influendo i nuovi scenari internazio­nali sui suoi compiti?

Come ho già detto, siamo una Scuola di Volo e, come tale, i nostri compiti istituzionali sono finalizzati esclusivamen­te all’addestramento, indipen­dentemente dagli scenari che si concretizzano attorno. Con riferimento al contesto in cui è inserito l’aeroporto, colgo l’occasione per per ringraziare la gente salentina, le Istituzioni locali e il territorio circostante per la splendida accoglienza, la co­stante ospitalità e per i continui segnali di affetto e vicinanza che mai ci fanno mancare. È comprensibile che l’esigenza di un addestramento realistico e continuo, talvolta, possa essere fonte di disagio per la colletti­vità; di ciò siamo pienamente consapevoli ed adottiamo tutta una serie di misure allo scopo di ridurne al minimo l’impat­to.

Un MB339A

D’altro canto il personale militare e civile dell’aeroporto, e relative famiglie, sono parte numericamente importante del­la comunità e si prodigano atti­vamente per tutelare l’ambiente nel quale vivono e lavorano con le loro famiglie. L’eccellenza che in più ambiti ci viene ricono­sciuta, è frutto del lavoro di tutti i giorni del personale dell’aero­porto, della sua competenza e della passione che lo anima, e lo porta ad indossare con orgoglio l’uniforme azzurra.

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