Scuola/Valutare la completa formazione personale
Subito dopo aver letto sui tabelloni del Liceo i risultati dello scrutinio finaledella figlia, alunna di seconda, indignata la madre della studentessa si è precipitata nell’adiacente sala dei professori ed ha rivolto all’insegnante di latino della figlia frasi come queste: “Mi vuole spiegare come avrà potuto dare a Sabrina un debito scolastico in latino, quando nell’ultima interrogazione, quella di qualche giorno fa, la ragazza ha preso un 6 pieno pieno?”. In tutto l’anno, la studentessa non aveva mai raggiunto la sufficienza.
L’episodio dimostra che vi sono ancora genitori i quali condividono, e con molta convinzione, l’idea di tanti poco ingenui adolescenti, secondo cui il voto dell’ultima interrogazione dovrebbe avere una funzione assolutamente determinante nel far decidere la promozione o la sospensione del giudizio dello studente.
Orbene, quest’opinione sarebbe da condividere soltanto se le interrogazioni in classe si svolgessero su tutti, o su quasi tutti, gli argomenti del programma già svolto nell’ anno scolastico. Se ciò avvenisse, sarebbe ben felice il docente dar la promozione senza debito allo studente che, interrogato l’8 giugno, dimostrasse di conoscere quasi l’intera materia.
Il ragionamento, però, non reggerebbe se nelle interrogazioni gli insegnanti si dovessero limitare, per problemi di tempo o per pudica tradizione, a verificare la preparazione degli studenti soltanto sulle ultime parti del programma trattato.
In verità, la conoscenza della prassi didattica fa ragionevolmente ritenere che è tutt’altro che raro constatare che vi sono studenti i quali preferiscono risparmiarsi nello studio nella prima parte dell’anno scolastico, affastellando disinvoltamente voti di insufficienza nello scrutinio del primo quadrimestre.
Costoro si riservano, così, le loro preziose energie per le ultime settimane di studio, quando, studiando soltanto gli ultimi argomenti del programma svolto, pensano di salvare l’intero anno, dimostrando di saper tutto sul conte Ugolino e sull’Arcivescovo Ruggieri, e dimenticando d’aver già dimostrato di non aver appreso nulla dei 32 precedenti canti dell’ Inferno.
La scuola pubblica è ancora fondata sulla frequenza diligente e chi non la frequenta con profitto per l’intero corso difficilmente potrà trarne il beneficio d’una completa formazione personale, allo stesso modo in cui l’astuto ciclista che non si impegni nelle prime tappe del Giro, molto, molto difficilmente saprà recuperare il tempo perduto, sicché, seppur riuscirà a vincere la sola ed ultima tutta, concluderà il tour al fondo della classifica.
Fabio Scrimitore
Dirigente scolastico Liceo Ginnasio “Giovanni Paolo II”- Lecce















