Se l’edicola chiude anche alla Stazione
GIOVANI CLIENTI CERCANSI
I migliori clienti delle edicole sono i bambini, come testimoniano i numerosi colorati articoli a loro dedicati che “riempiono” gli spazi. Seguono gli adulti over 30-35 e over 50, abituali lettori di giornali. Sono persone che amano leggere il cartaceo, soprattutto i quotidiani. I giovani sono invece latitanti, tranne per giornali sportivi e qualche fumetto. Le ragioni sembrano legate ad una disaffezione alla lettura e, soprattutto, all’invasione della tecnologia che propone forme più dirette, anche se a volte superficiali, di acquisizione delle informazioni e di svago. Abituali clienti son intere famiglie che, specialmente la domenica, fanno tappa all’edicola di fiducia con cui è stabilito un rapporto personale che somiglia all’amicizia, che non ha prezzo ed è da salvaguardare.
NON SOLO QUOTIDIANI…
I quotidiani locali sono in prima posizione nelle vendite. La scelta dei periodici sembra legata all’ubicazione dell’edicola. I gadgets non attirano più, anche per assuefazione. Incontrano, invece, un certo successo l’abbinamento di più giornali e alcune raccolte di film o cd musicali. Hanno ancora mercato per una fascia di età adulta le pubblicazioni specializzate, ignorate invece dai più giovani che utilizzano internet. Gli articoli per i bambini, a partire dalle figurine, sono la “salvezza” delle edicole, indotte a diversificare il loro servizio aggiungendo servizi di ricarica, pagamento bollette e i vari biglietti delle lotterie, che in tempi di crisi sembrano alimentare illusioni e speranze.
PASSIONE E SACRIFICIO
360 giorni di lavoro, dalle sei del mattino alle nove di sera ed oltre, con un breve intervallo per il pranzo: la gestione di un’edicola richiede passione, predisposizione ai rapporti umani, dedizione e sacrificio. L’edicola, infatti, appartiene a quei luoghi che rappresentano in una città, paese, quartiere non solo un punto vendita, ma di aggregazione, scambio di opinioni; un luogo di cultura che richiede specifiche professionalità acquisite nel tempo. Oggi le spese sono tante, a partire dalla occupazione di suolo pubblico, con un guadagno lordo sulla vendita del 18 %, per un netto di 8-9 % che l’imperversare della crisi traduce in cifre inadeguate all’impegno profuso e alle necessità.
Lucia Buttazzo















